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Africa, bambini rubano chicchi di vaniglia: incarcerati senza processo

I bambini accusati di furto di chicchi di vaniglia sono stati incarcerati in prigioni anguste: senza letto, senza avvocato e con un solo pasto al giorno questi bambini trascorrono così la loro drammatica infanzia.

Esteri
Pubblicato il 1 ottobre 2019, alle ore 12:38

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Africa, bambini rubano chicchi di vaniglia: incarcerati senza processo

In Madagascar, con i suoi più di 500.000 km che si estendono nell’isola dell’Oceano indiano, a 400 km circa dalla costa dell’Africa Orientale, i bambini che sono stati accusati di aver rubato dei chicchi di vaniglia sono stati incarcerati, rischiando di essere condannati fino a 3 anni di prigione.

A Sava, dove la produzione regionale di baccelli di vaniglia raggiunge altissimi livelli, con una forte espansione del processo di industrializzazione, il furto sta vedendo una rapida ascesa in un mercato dell’esportazione in cui un kg può raggiungere il prezzo di $150.

Come testimoniato dal reporter Pumza Fihlani della BBC dell’Africa meridionale, che si è recato nella prigione di Antalaha, le condizioni carcerarie sono spesso estremamente precarie: sono purtroppo detenuti più di 180 bambini che sono costretti a dormire in blocchi di calcestruzzo all’interno di strette stanze, dove a volte devono stare stretti o addirittura seduti per riuscire a trovare uno spazio dove potersi coricare ed anche mangiare.

Alcuni di loro sono incarcerati da anni e, per procurarsi l’acqua necessaria a lavarsi e pulire i loro panni, si recano in un luogo fangoso, mentre il bagno è costituito da un angolo buio dove sono presenti solo delle piccolissime finestre alte che illuminano flebilmente la zona.

Uno dei bimbi, protetti da anonimato, confida che la sua famiglia è lontana e non ha più avuto modo di incontrarla dal modo in cui è stato imprigionato, potendola sentire esclusivamente telefonicamente: ammette che è davvero difficile non avere qualcuno che si prenda cura di lui, che gli porti il cibo e che lo aiuti quando sta male.

Vivono accanto ad oltre 2.000 adulti, ma le prigioni sono state progettate per ospitare un numero massimo di 280 persone: un solo pasto al giorno è consegnato ai detenuti, che possono attendere anche anni prima di ottenere un processo, spesso senza un avvocato che li possa difendere.

I gruppi dei diritti umani affermano che i bambini non dovrebbero essere detenuti: l’avvocato Harotsilavo Rakotoson ha spiegato che la priorità è maggiormente focalizzata sulla vaniglia, anziché sui diritti umani: dato che affrontare i tribunali risulta difficile anche per gli adulti, per dei bambini è praticamente impossibile riuscire a difendersi.

Rava Savatsaraha, capo del personale del Ministero della Giustizia, ha spiegato che il loro dovere è quello di proteggere i produttori di vaniglia, i clienti e soprattutto il prezzo di mercato ed il flusso degli scambi: ammette di comprendere molto bene le condizioni in cui vivono i prigionieri, rassicurando di essere impegnati nel migliorare le loro condizioni.

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Cosa ne pensa l’autore
Lara Tubia

Lara Tubia - Con sgomento e perplessità, mi chiedo cosa sia rimasto in loro che si possa definire bambino: la loro innocenza, la loro infanzia, l’affetto che avrebbero dovuto ricevere, il gioco e l'istruzione sono tutti concetti che temo non siano più restituibili a queste giovane vite, che trascorrono le loro giornate in condizioni così disperate.

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