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Afghanistan: raid USA con drone, ucciso uno dei leader dell’Isis-K

Ucciso un membro dell'Isis-K da un attacco con drone coordinato dagli Usa. Secondo il Pentagono era una delle menti primarie dell'organizzazione terroristica

Esteri
Pubblicato il 28 agosto 2021, alle ore 10:42

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Afghanistan: raid USA con drone, ucciso uno dei leader dell’Isis-K

Kabul, un pezzo grosso dell’Isis-K è stato ucciso in un attacco mirato con drone, portato a termine dagli Stati Uniti in Afghanistan.

Il drone reaper americano, ossia aeromobile a pilotaggio remoto, partito da una base in Medio Oriente, lo avrebbe colpito mentre era a bordo di un veicolo. L’uomo sarebbe stato sotto osservazione per giorni, in modo tale da permettere al personale americano di attendere che fosse solo prima di lanciare l’attacco con il drone.

A renderlo noto è il portavoce del Central Comand, Bill Urban. Nella prima reazione Usa all’attentato di giovedì scorso all’aeroporto di Kabul sarebbe stata quindi eliminata una delle menti strategiche dell’Isis-K, responsabili dell’attentato all’aeroporto avvenuta durante le operazioni di evacuazione della capitale afghana. Si pensa infatti che questo soggetto tramava futuri attacchi ma non sarebbe stato direttamente coinvolto con l’attentato a Kabul.

La risposta degli Stati Uniti all’attentato che ha interessato l’aeroporto di Kabul, dove si sono registrati 170 morti e 200 feriti, non si fa attendere. Sarebbe stato uno solo l’attentatore suicida nelle due esplosioni. Il presidente Joe Biden dopo la conferenza stampa dove l’emozione lo ha preso di sopravvento, ha assicurato che i responsabili dell’attentato l’avrebbero pagata, per cui nell’immediatezza ha autorizzato un raid, pianificato già in precedenza, in Afghanistan, nella regione di Nagahar, durante il quale è stato colpito e ucciso uno degli strateghi facente parte dell’Isis-k che avrebbe progettato altri futuri attacchi nazionali e non. L’identità del militante non è stata resa nota.

Ora non ci sono sufficienti informazioni per poter comprendere le future azioni militari degli Usa, non è chiaro se il raid sia un caso isolato o se sia il primo di una serie in risposta ai talebani.

Dopo l’attentato all’aeroporto scatta così una nuova allerta lanciata dall’ambasciata Usa a Kabul, dove viene invitata la popolazione a non recarsi all’aeroporto e a chi si trova già nei pressi dello scalo è stato chiesto di lasciarlo immediatamente in relazione alle minacce per la sicurezza. La autorità Usa ritengono infatti che nuovi attacchi siano probabili in questi ultimi giorni prima del 31 agosto.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucs Goders

Lucs Goders - Non riesco ad immaginare la sofferenza delle migliaia di cittadini tentano la fuga dal paese per non stare sotto questo nuovo potere, che a tutti i costi non permette la loro fuga, organizzando attentati negli aeroporti locali. Il mio pensiero è che ci vorrebbe un'intervento combinato di più forze militari per contrastare questa avanzata di potere che non si fermerà solo in Afghanistan.

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