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Afghanistan dei Talebani, denuncia della Bbc: neonata venduta per 500 dollari

È venuta al mondo da pochi mesi, nell’Afghanistan dei Talebani, e la sua vita vale molto meno di un iPhone. Cinquecento dollari. Papà e mamma l’hanno venduta a degli uomini che pagano “bene” per tenersela.

Esteri
Pubblicato il 28 ottobre 2021, alle ore 16:30

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Afghanistan dei Talebani, denuncia della Bbc: neonata venduta per 500 dollari

Una famiglia in Afghanistan ha venduto una neonata per 500 dollari. L’hanno ceduta a uomini non identificati di Herat.La denuncia è della Bbc che, con la giornalista Yogita Limaye, ha visitato l’ospedale di Medici senza frontiere.

Molte madri che hanno appena partorito e che non hanno nulla da mangiare, arrivano a decidere di vendere i loro neonati per sopravvivere.Nelle campagne fuori da Herat la situazione è decisamente molto drammatica.

La vicenda

Da Herat, Afghanistan, arriva la notizia di una tragedia della disperazione: una neonata, è stata venduta dai genitori per 500 dollari. La denuncia è della Bbc che, con la giornalista Yogita Limaye, ha visitato un ospedale di Medici senza frontiere (Msf) della città. L’ultima ancora di salvezza per molte madri che hanno appena partorito e che non hanno nulla da mangiare sono le rarissime strutture sanitarie.

Nelle campagne fuori da Herat la situazione è ancora più drammatica: “I miei altri figli stavano morendo di fame, così ho dovuto vendere mia figlia”, dice con il volto coperto dal burqa nero e gli occhi persi inquadrati dalla telecamera una giovane donna con voce sospirante. “Come posso non essere triste? E’ mia figlia. E’ ancora piccola, non conosce il suo futuro. Non so come si sentirà quando lo scoprirà, ma ho dovuto farlo” conclude.Papà e mamma l’hanno venduta a uomini non identificati che pagano “bene“. Hanno già dato anche un anticipo, i nuovi “padroni” della piccola. Il resto più avanti: la bimba sarà consegnata non appena camminerà.

La sua famiglia d’origine muore di fame e non sa più come comprare olio e farina, la carne non si vede da tempo sulla loro tavola. Il marito e padre della neonata fino a pochi mesi fa faceva lo spazzino, ma ora a casa non arriva nulla: “Stiamo morendo di fame: a casa ora non abbiamo né farina, né olio. Stiamo morendo di fame”, dice l’uomo seduto sulla nuda terra in casa sua.

Secondo il codice d’onore medievale delle campagne, il pashtunwali, nato per regolare i rapporti tra famiglie, la neonata è vista anche come un bene di scambio, in quanto donna. Un domani moglie, per fare figli. Oggi pacco da vendere. Nelle zone rurali molte pratiche sono ancora regolate dal consiglio dei capi dei villaggi, che agiscono secondo le leggi tribali. 

Molte usanze della tradizione contrastano con i diritti delle donne. Viene praticata la poligamia e resistono tabù e leggi arcaiche, come la pratica “ba’ad” (in base alla quale le donne vengono date in compensazione di un crimine commesso da un maschio della famiglia) o il matrimonio forzato in età infantile con uomini adulti, oltre a varie molte forme di violenza domestica, tra cui stupri e mutilazioni.La disoccupazione dilagante e la crisi di liquidità causeranno livelli d’insicurezza alimentare drammatici anche nei centri urbani, non solo nelle zone rurali, più povere e più isolate.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Come si fa a vendere una neonata in cambio di denaro? Davvero una storia terribile, questa, fatta di disperazione, povertà estrema e antiche usanze, contrastanti con i diritti delle donne. Essendo madre, mi viene da piangere alla sola idea che una neonata indifesa possa essere merce di scambio solo perché di sesso femminile.

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