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Abusi su minori: il cardinale Pell, accusato ingiustamente, è stato prosciolto

I giudici dell'Alta Corte australiana hanno affermato che ci sono validi motivi per dire che il reato di abuso su minori da parte di Pell non sia mai avvenuto. La Corte d'Appello lo aveva condannato: ora, il cardinale è libero

Esteri
Pubblicato il 7 aprile 2020, alle ore 10:39

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Abusi su minori: il cardinale Pell, accusato ingiustamente, è stato prosciolto

Il cardinale George Pell stava scontando una condanna a 6 anni nel carcere di Barwon per il reato di abuso su minori: così aveva sentenziato la Corte d’Appello ad agosto del 2019 a conferma di quanto deciso a dicembre 2018 (dopo anni di indaginidal Tribunale di Melbourne, quando l’Alta corte australiana lo ha prosciolto. Pell, 78 anni, si è sempre detto innocente. Lasciato il carcere, il porporato ora si trova a Melbourne, presso un istituto religioso.

I sette giudici della suprema istanza giudiziaria australiana hanno deciso il verdetto all’unanimità“, scrive vaticannews.va. Secondo l’Alta corte australiana “c’è una ragionevole possibilità che il reato non sia avvenutoe pertanto è significativamente possibile che sia stata condannata una persona innocente. Ad accusare il cardinale Pell era stato un chierichetto della Cattedrale di Melbourne, riferendosi a un fatto accaduto trent’anni fa.

Il porporato, uscito dal carcere, ha affermato di non conservare alcun risentimento verso questa persona e si è augurato che l’essere stato assolto “non aggiunga altro dolore“, scrive sempre vaticannews.va. In questo tempo il cardinale ha continuato ad affermare la sua innocenza e, ora, finalmente, l’ingiustizia ricevuta è stata sanata.

Era sempre stato convinto che questo sarebbe successo, perché la verità guarisce: a lungo termine, ma guarisce. Il grazie del porporato ingiustamente accusato è giunto ai suoi legali e a tutte le persone che lo hanno accompagnato con la preghiera e che, nel tempo difficile, lo hanno confortato.

L’arcivescovo Mark Coleridge, presidente della Conferenza episcopale australiana, in nome della stessa e di quanti credevano nell’innocenza di Pell, ha accolto con favore la decisione dell’Alta Corte. Il presidente della CEA ha ribadito che la Chiesa è seriamente impegnata per la sicurezza dei bambini e vuole stare accanto a coloro che soffrono per gli abusi subiti. La Santa Sede, nel rispetto delle autorità, aveva sempre accettato le decisioni dei giudici australiani, pur sostenendo l’innocenza di Pell e per questo attendeva un evolversi del procedimento.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La verità, nel tempo, guarisce. Una bella immagine. Faticosa. Chiede attesa, calma, consapevolezza, padronanza di sé, rispetto per la giustizia, fiducia…ecc. Penso che queste notizie di innocenza vadano dette, divulgate ma, chissà perché, lo scandalo attira di più, forse per conoscerne le mosse e imparare a difendersi. Dagli innocenti non c'è motivo per difendersi.

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