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Aborto: l’Irlanda si dice contraria alla vita del nascituro indesiderato

Il referendum sull'aborto passa con il 66,4%. Risultato che, a tre anni dal "Sì" ai matrimoni gay, chiarisce definitivamente che l'Irlanda è avviata verso un processo di secolarizzazione del Paese.

Esteri
Pubblicato il 27 maggio 2018, alle ore 13:10

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Aborto: l’Irlanda si dice contraria alla vita del nascituro indesiderato

La notizia che la maggioranza degli irlandesi ha votato per cambiare lo status quo sull’aborto sarà un enorme sollievo per le donne di tutto il mondo“: con queste parole, in una nota, Monica Frassoni e Reinhard Butikofer, co-presidenti del Partito dei Verdi europei, hanno manifestato la loro approvazione per l’esito del referendum sulla legalizzazione dell’aborto in Irlanda.

Ha vinto il “sì” con il 66.4% dei voti: a riferirlo sono stati i media irlandesi, mentre il movimento anti-abortista irlandese ammetteva la sconfitta al referendum. “No all’aborto on demand“, aveva twittato il deputato pro-life dello Sinn Fein, Peadar Toibin, ma a nulla è servito. Con quest’ultimo referendum l’Irlanda, che tre anni fa aveva detto “Sì” ai matrimoni gay, si dice chiaramente incamminata verso la secolarizzazione.

Dall’altra parte, Niall Horan, noto cantante pop, sosteneva il sì all’aborto, con l’appoggio di Leo Varadkar, il premier liberale di Dublino, e incitava: “C’mon Ireland! Facciamo la cosa giusta per le grandi donne della nostra nazione“. Per le donne, questo “Sì” porrà fine a molti viaggi della disperazione in altri Paesi, dove l’aborto era possibile.

Con il voto favorevole, gli irlandesi chiedono che venga abrogato l’articolo 8 della Costituzione “sulla tutela della vita del nascituro, introdotto nel 1983 per cementare il divieto di fatto dell’interruzione della gravidanza, salvo casi eccezionali di pericolo diretto per la vita della madre“, come si legge in “Ansa.it”. 

Il dibattito, dopo i risultati, è continuato in modo libero, attraverso i social. Da una parte della discussione i favorevoli, ovvero i leader istituzionali e i maggiori partiti (salvaguardata “la clausola della libertà di coscienza per deputati e militanti obiettori” come scrive “Ansa.it”), i più importanti media e le star irlandesi; dall’altra parte della discussione i contrari, nello specifico i movimenti per la vita che l’Ansa dice essere stati “oscurati peraltro pubblicitariamente dai colossi del web per timore di presunte ‘interferenze straniere'”, i singoli dissidenti di partito, e i gruppi cattolici. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi piacerebbe interrogare i bambini mai nati, quelli che non hanno potuto scegliere...far fare anche a loro un referendum, ma sono stati stoppati prima che potessero esprimersi. Interrogare loro, frutto di un amore vero e lo stesso disprezzati, frutto di una violenza e uccisi con violenza, frutto di un amore passeggero, di un errore...capaci di vita nuova, ma uccisi prima.

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