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A New York eseguito il primo trapianto di trachea al mondo su una donna di 56 anni

La signora Sonia Sein, di professione assistente sociale, soffriva di asma e nel 2014 aveva subito una tracheotomia a seguito di un attacco asmatico. L'intervento è durato 18 ore ed ha richiesto il supporto di 50 specialisti.

Esteri
Pubblicato il 7 aprile 2021, alle ore 23:32

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A New York eseguito il primo trapianto di trachea al mondo su una donna di 56 anni

Presso l’ospedale Mount Sinai di New York i medici hanno portato a termine un complesso trapianto di trachea su una paziente di 56 anni. La notizia è confermata dai maggiori media internazionali. Secondo quanto si apprende, la donna, Sonia Sein, soffriva di asma e nel 2014, a seguito di un attacco asmatico dovette subire una tracheotomia.

In questi mesi si è riusciti a trovare un donatore, per cui la signora è stata chiamata per sottoporsi all’intervento. L’operazione è durata 18 ore e ha richiesto il supporto di 50 medici specialisti. Si è trattato di ricostruire l’organo in tutte le sue parti, anche con i vasi sanguigni che la compongono. 

L’evento è di portata storica nel mondo sanitario, anche perché è la prima volta al mondo che un trapianto del genere viene eseguito. Fino ad ora una trachea intera non era mai stata trapiantata. I medici sostengono che si tratti di un grande passo avanti, anche perché in un futuro prossimo, anche i pazienti che sono stati affetti da Covid-19 e che hanno subito gravi danni alla trachea potrebbero essere sottoposti alla stessa operazione della 56enne. 

La 56enne: “Ora mi sento bene”

“Ora mi sento bene. Ballo con mia nipote, ci rincorriamo per casa. Stiamo creando nuovi ricordi” – queste sono le dichiarazioni che la 56enne ha rilasciato alla stampa americana. La donna è stata infatti dimessa dall’ospedale e adesso sta affrontando un periodo di convalescenza a casa. A guidare le operazioni è stato il chirurgo Eric Genden, il quale ha dichiarato che adesso la signora respira benissimo. E lo confermano anche le sue dichiarazioni. 

“Per la prima volta possiamo offrire una opzione terapeutica ai pazienti con difetti gravi della trachea. Questo è particolarmente tempestivo dato il crescente numero di pazienti con problemi tracheali dovuti all’intubazione per il Covid. Il nostro protocollo di trapianto e rivascolarizzazione è affidabile, riproducibile e tecnicamente avanzato” – così ha dichiarato il dottor Genden, che si mostra molto soddisfatto dell’operazione andata a buon fine.

Tra l’altro bisogna ricordare che nei decenni passati diversi specialisti hanno tentato di ricostruire la trachea, anche con le cellule staminali. Tra questi si distinse il chirurgo italiano Paolo Macchiarini, che tentò di ricostuire una trache con le cellule staminali. La sua ricerca ricevette però la bocciatura del Karolina Institut di Stoccolma, lì dove il professionista operava. Sul profilo Facebook dell’ospedale Mount Sinai è stato pubblicato un video che riprende i momenti salienti dell’intervento sulla signora Sein, con un’intervista ai dottori e alla paziente.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Notizia davvero interessante quella che arriva da New York e che adesso potrebbe aiutare molti pazienti che hanno avuto gravi sintomi della malattia Covid-19. Come è risaputo l'infezione da Sars-CoV-2 nei casi più gravi causa una polmonite bilaterale e provoca danni seri all'apparato respiratorio, quindi anche alla trachea., "tubo" principale che collega la laringe ai polmoni.

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