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7 giovani migranti trovati morti in un container: sognavano un futuro migliore in Italia

In Paraguay, all'interno di un container, sono stati trovati i cadaveri di 7 ragazzi nordafricani. Il loro viaggio alla ricerca di un futuro migliore in Italia si sarebbe infranto già pochi giorni dopo dalla loro partenza.

Esteri
Pubblicato il 21 novembre 2020, alle ore 11:59

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7 giovani migranti trovati morti in un container: sognavano un futuro migliore in Italia

Ancora una notizia che ci lascia senza parole per la sua drammaticità. Ci giunge dal Paraguay dove, nascosti in un container, sono stati trovati i corpi senza vita di 7 poveri ragazzi nordafricani, forse morti di stenti già pochi giorni dopo la loro partenza, nonostante il viaggio durato 4 mesi, e per soffocamento, in quanto racchiusi in un minuscolo spazio tra il carico di fertilizzanti e il tetto del container.

Il loro sogno, ormai infranto? Raggiungere Milano, alla ricerca di un futuro migliore. Ma il container dento cui i 7 ragazzi si sono nascosti lo scorso luglio, nello scalo ferroviario della città serba di Sid, non si è mai diretto verso il capoluogo lombardo ma verso Rijeka, dove il carico è stato trasferito su una nave e da lì ha percorso un lungo tragitto, attraversando l’Oceano Atlantico, per poi attraccare in Argentina.Dal porto argentino è stato trasportato ad Asunciòn, la capitale del Paraguay ed è lì che sono stati rinvenuti i corpi senza vita delle povere vittime.

Le immagini dei 7 ragazzi, diffuse in rete dalle Forze dell’Ordine, sono state riconosciute da Smail Maouch, un algerino che ha vissuto con loro in un campo profughi a Sid, che ha dichiarato: “Eravamo come fratelli”.

Secondo quanto riportato da autorevoli fonti, le giovani vittime, ridotte “pelle e ossa”, avevano con sé provviste come biscotti, acqua in bottiglia e cibi in scatola, poi non rivelatesi sufficienti. La Polizia , sulla scena, ha anche ritrovato sacchi di vestiti e cellulari.

L’identità dei 7 migranti deceduti

Grazie alle carte d’identità trovate sui cadaveri, è stato possibile risalire all’identità dei 7: gli algerini Zugar Hamza e Sidahmed Ouherher; i marocchini Ahmed Belmiloudi, Said Rachir, Rachid Sanhaji e Mohamed Hadoun, l’egiziano Yessa Aymen. L’algerino Smail Maouch, afferma di aver trascorso più di 1 anno nel campo con alcuni di questi ragazzi deceduti. Sugar Hamza lo aveva contattato telefonicamente a luglio per chiedergli di fare con lui un viaggio di 900 KM a Milano.

A quel tempo Maouch era in Bosnia, dopo non aver attraversato il confine croato. Toccanti le sue parole: “Quando sono stati via per giorni, sapevo che non sarebbero arrivati in Italia. Ero sicuro che fossero morti”. Quotidianamente migliaia di persone, provenienti principalmente dall’Asia Meridionale, Medio Oriente e Nord Africa, tentano di attraversare i Balcani per raggiungere l’Ue; un viaggio durissimo, tra montagne e foreste, che può richiedere mesi, caratterizzato da violenze brutali e respingimenti illegali perpetrate dalla polizia di frontiera in Serbia, Bosnia e Croazia.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una storia drammatica, conclusasi in Paraguay, col ritrovamento dei cadaveri di 7 giovani migranti stivati in un container. Il loro sogno di raggiungere l'Italia, alla ricerca di un futuro migliore, è stato infranto per sempre. Accanto all'emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, quella dei migranti che perdono la vita in lunghe, estenuanti e brutali tratte non può essere sottovalutata.

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