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47D11, l’anticorpo ottenuto in laboratorio in grado di neutralizzare il Covid-19

Ricercatori olandesi e israeliani hanno prodotto in laboratorio un anticorpo monoclonale potenzialmente in grado di neutralizzare il Coronavirus.

Esteri
Pubblicato il 6 maggio 2020, alle ore 19:50

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47D11, l’anticorpo ottenuto in laboratorio in grado di neutralizzare il Covid-19

Due team di ricercatori indipendenti, uno olandese e l’altro israeliano, hanno ottenuto in laboratorio un anticorpo monoclonale in grado di neutralizzare il Coronavirus SARS-CoV-2. I progressi rafforzano una nuova linea di ricerca per il trattamento del Covid-19 basata sull’uso di anticorpi come farmaci, seguendo l’esempio di altre malattie che sono già trattate con anticorpi prodotti in laboratorio.

Anche la società farmaceutica Regeneron ha annunciato ieri che a partire dal prossimo mese inizierà a testare gli anticorpi neutralizzanti nei pazienti e che, se i risultati saranno positivi, il trattamento potrebbe essere disponibile in autunno. Gli anticorpi neutralizzanti, come suggerisce il nome, hanno la capacità di neutralizzare un virus.

Lo fanno impedendo al virus di entrare nelle cellule e di infettarle. Non tutti gli anticorpi hanno questa capacità: alcuni si fissano su un virus per segnalare alle cellule del sistema immunitario di distruggerlo, ma non impediscono al virus di essere infettivo; quelli ricercati con i test sierologici eseguiti per scoprire se una persona ha superato l’infezione da coronavirus non sono neutralizzanti.

Ricercatori olandesi dell’Università di Utrecht hanno progettato un anticorpo che si lega alla proteina Spike del Coronavirus, la proteina che le conferisce l’aspetto di corona se vista al microscopio. È anche la proteina che il coronavirus utilizza per attaccarsi alle cellule che infetta. Dopo aver prodotto diversi anticorpi in laboratorio e testato l’attività di ciascuno contro il coronavirus, i ricercatori si sono concentrati su un candidato che hanno chiamato 47D11.

L’anticorpo, che era stato ottenuto da topi transgenici, è stato modificato per umanizzarlo, in modo in futuro che possa essere usato come farmaco. Il 47D11 non è stato ancora testato su animali, indispensabile per iniziare il test sull’uomo. Ma “questo anticorpo ha il potenziale per prevenire e trattare il Covid-19“, scrivono i ricercatori sulla rivista Nature Communications, dove hanno presentato i risultati della loro ricerca.

I risultati del team israeliano, al contrario, non sono ancora stati pubblicati nè rivisti dalla comunità scientifica. Sono stati resi noti dal ministro della Difesa israeliano Naftali Bennett dopo aver visitato l’Istituto israeliano per la ricerca biologica (IIBR), che sta guidando le iniziative scientifiche del paese sul coronavirus. Non è chiaro però se si sia già iniziato a testarlo su animali o persone.

Il direttore generale dell’istituto, Schmuel Shapira, ha riferito che l’anticorpo è in procinto di essere brevettato e che si cercherà una società internazionale per produrlo in grandi quantità. Gli anticorpi monoclonali sono stati utilizzati a partire dagli anni ’90 per il trattamento di varie malattie. Le sue principali applicazioni terapeutiche comprendono i tumori e alcune malattie autoimmuni.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Per gli scienziati la lotta contro il nuovo Coronavirus non finirà fino a quando non avranno trovato una cura. Questa scoperta sembra dare speranza per quanto riguarda il freno al diffondersi dell'epidemia. Indubbiamente sono necessarie ulteriori ricerche per vedere se i risultati saranno confermati in un contesto clinico: al momento si tratta di prove in vitro.

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