E’ stata incriminata quest’oggi per omicidio di 2° grado Tiona Rodriguez, la 18enne che nel 2013 venne fermata dopo aver rubato un paio di jeans da 44.50 dollari da uno store di Victoria’s Secret. La giovane però nascondeva un segreto incredibilmente più terribile all’interno del suo zaino: al momento dell’ispezione infatti, i membri della security scoprirono con orrore che la 18enne non aveva con sé solamente i pantaloni frutto dello scippo. Lì dentro, c’era anche un bambino morto, più tardi identificato come il figlio della stessa Rodriguez.
In seguito al quel tragico incidente, avvenuto presso lo store di Victoria’s Secret di Herald Square, a New York, le indagini attorno alle circostanze della morte del piccolo sono proseguite. Fino a quando, a distanza di due anni dall’episodio, Tiona Rodriguez è stata infine accusata di omicidio. La notizia è stata diffusa dal quotidiano newyorkese Daily News.
Il pubblico ministero Rachel Ferrari ha infatti affermato che la ragazza: “Ha portato a termine l’assassinio del suo neonato. Quindi, senza mostrare alcun genere di pietà, l’ha spinto nello zaino pianificando di, per usare le sue stesse parole: <>”.
La Ferrari ha suggerito che l’accusata abbia: “Iniziato a pianificare di uccidere il bambino settimane prima della sua nascita”, poiché se la sua famiglia avesse scoperto che era rimasta incinta, avrebbe passato “Grossi guai”. Quindi la Rodriguez ha dato alla luce il piccolo presso l’abitazione di un’amica nel Queens, il 16 Ottobre 2013, uccidendolo nel bagno immediatamente dopo il parto.
Ma l’azione più agghiacciante della 18enne è stata probabilmente quella di spingere il cadavere del figlio nello zaino, e portarselo in giro mentre andava a rubare, arrivando ad infilare i pantaloni sottratti illegalmente al negozio nello stesso spazio in cui giaceva il neonato privo di vita. Inoltre, la Rodriguez non era comunque nuova a questo genere di condotta: la ragazza era infatti già rimasta incinta altre due volte, ed anche nel caso del secondo bambino (partorito a 15 anni), quest’ultimo era morto in circostanze misteriose.
In entrambi i casi la famiglia non era al corrente delle gravidanze, né la ragazza l’aveva informata di essere rimasta incinta per la terza volta. Earl Ward, avvocato difensore dell’imputata, ha invece teorizzato che non ci sia stato alcun omicidio, e che Tiona Rodriguez sia solo: “Una giovane ragazza confusa, che non aveva idea di cosa fare del feto nato morto”. Se verrà dichiarata colpevole di omicidio di 2° grado, riporta il Daily News, la 18enne potrà rischiare fino a 15 anni di carcere.