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Wall Street e le borse europee in forte calo per la diffusione del coronavirus

A dicembre 2019, in Cina, si registrano i primi casi di una polmonite ad eziologia ignota e un mese dopo l’OMS conferma trattarsi di un nuovo tipo di Coronavirus chiamato COVID-19, la cui diffusione in più di 80 paesi minaccia l'economia nazionale e mondiale.

Economia e Finanza
Pubblicato il 5 marzo 2020, alle ore 21:01

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Wall Street e le borse europee in forte calo per la diffusione del coronavirus

Wall Street e le principali borse europee hanno chiuso la giornata di oggi, giovedì 5 marzo, con forti cali a causa della generale inquietudine tra gli operatori per il rapido propagarsi del coronavirus fuori dalla Cina. Il Dow Jones scende del 2,32% a Wall Street, dopo esser retrocesso del 3,10% all’apertura. Lo stesso andamento negativo si registra per le borse d’Europa: l’indice Ftse Mib chiude con un -1,78%, Londra cala dell’1,62% e Parigi dell’1,9%.

Al contrario i mercati asiatici chiudono con un rialzo: Tokyo dell’1,09%, Shanghai del 2% e Hong Kong del 2,15%. Il Covid-19, questa sconosciuta influenza esplosa nella città cinese di Wuhan, sembra avere il potere di paralizzare il mondo intero: le persone non viaggiano più, eventi e manifestazione di ogni natura vengono cancellati e persino il museo del Louvre chiude le sue porte per rischio di contagio.

C’è la sensazione che il mondo si stia fermando e con esso l’economia globale: nell’ultima settimana le borse hanno perso circa il 10% del loro valore, per la peggiore dalla crisi dell’euro dal 2010. Persino la Apple ha già annunciato che non riuscirà a raggiungere gli obiettivi di vendita a causa del coronavirus e l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, parla di “rischio di recessione“, soprattutto in Giappone e nell’eurozona,

Shock economico

Stiamo assistendo uno “shock economico“: da un lato c’è la diminuzione della domanda, ossia l’incapacità dei consumatori di acquistare, consumare e investire, e dall’altro c’è il crollo dell’offerta, della disponibilità sul mercato di beni e servizi. E la sensazione è che nessuno sappia bene cosa fare. Il 20% delle 500 più grandi aziende americane sono direttamente esposte al virus. Il gigante francese dell’industria alimentare, Danone, ha dichiarato che il coronavirus avrà un impatto negativo sui risultati del 2020 e, considerato che il consumo dei beni alimentari resta tendenzialmente invariato anche nei periodi di turbolenza dei mercati, si spiega il timore delle borse.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha dichiarato che “l’impatto del coronavirus potrebbe pesare sul Pil dell’Italia di oltre lo 0,2%”.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Per la Cina il 2020 potrebbe essere un anno a crescita zero: è ciò che succede quando la seconda economia più grande del mondo mette in quarantena 50 milioni di persone e blocca gli spostamenti di altri 730 milioni di abitanti. Ma con il diffondersi del coronavirus nei cinque continenti, non è più certo solo l’economia cinese a rischiare la paralisi. Ovunque regna incertezza e inquietudine e le misure di contenimento adottate dai governi sembrano non essere sufficienti o idonee ad impedire il propagarsi del virus e gli effetti negativi sull'economia del mondo intero.

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