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Tassa su cellulari, smartphone e tablet: arriva la firma

La misura riguarderà anche chiavette usb, dvd e cd. Fino a 5 euro in più di imposte grazie alla nuova tassa Franceschini-Renzi

Economia e Finanza
Pubblicato il 23 giugno 2014, alle ore 19:14

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Tassa su cellulari, smartphone e tablet: arriva la firma

Dopo la firma del Decreto sulla riproduzione privata, scatta la tassa sugli smartphone. La misura interessa tutto il prossimo triennio e oltre agli smartphone verranno tassati anche tablet e chiavette usb. Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini aveva dato l’annuncio lo scorso venerdì su Twitter. “Firmato il decreto copia privata. Il diritto d’autore garantisce la libertà degli artisti e i costi vanno sui produttori, non sui consumatori”, aveva postato Franceschini.

Oggi, con la firma in Consiglio dei Ministri, arrivano le nuove imposte. Di 4 euro la quota per uno smartphone o per un tablet da 16 Gb (in Francia e Germania le quote per questi dispositivi sono molto più alte, dagli 8 ai 32 euro), 5,20 euro per i computer, per chiavette e dvd un massimo di 0,40 centesimi. Già a marzo si parlava di questa nuova tassa, dato che le tabelle precedenti erano scadute da 2 anni. Questo meccanismo fiscale fa parte delle nuove norme sul diritto d’autore, fortemente volute dalla Siae. Il gettito servirà per finanziare gli autori che mettono sul web le loro opere. Molti artisti hanno aderito a questa legge, fra cui Caterina Caselli, Paolo Conte, Dori Ghezzi, Simone Cristicchi, Gigi D’Alessio.

Fra i contrari a questa legge c’è Daniele Capezzone, di Forza Italia.“Come da noi previsto in anticipo, è arrivata la nuova tassa Franceschini-Renzi, che io chiamerei tassa anti-giovani e anti-modernità”, dice Capezzone. “Quali sono gli oggetti che sembrano non risentire della crisi, che sempre più italiani possiedono? Sono proprio smartphone e tablet. E -conclude- ovviamente la sinistra non resiste alla tentazione di tassarli”. Attraverso un comunicato la Siae risponde a Capezzone, dicendo che si tratta di parole di disprezzo per chi crea arte e cultura. Franceschini comunque difende il provvedimento.  “Parlare di tassa sui telefonini – spiega il ministro – è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa, ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web”.”Un meccanismo-conclude- esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge”

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