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Sulle pensioni c’è un allarme globale: ecco perché

Per il World Economic Forum il modello pensionistico di molte nazioni chiave nel sistema internazionale rischia di non reggere. Le pensioni sono a rischio per l’aspettativa di vita ed i futuri assegni potrebbero risultare troppo bassi.

Economia e Finanza
Pubblicato il 14 giugno 2019, alle ore 08:53

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Sulle pensioni c’è un allarme globale: ecco perché

Nel 2050 vivremo più a lungo, ma con il rischio di ritrovarci con pensioni troppo basse per poter mantenere uno stile di vita adeguato. È la profezia derivante da un recente studio esposto durante il World Economic Forum, basandosi sui dati di otto grandi Paesi internazionali. Il problema riguarda in particolare il finanziamento delle prestazioni previdenziali, visto che gli accantonamenti potrebbero risultare inferiori rispetto a quanto dovuto per la liquidità del mondo del lavoro.

Come se ciò non bastasse, proprio in virtù dell’allungamento dell’aspettativa di vita, gli stessi risparmi previdenziali dovrebbero anche durare più a lungo. D’altra parte, se il dato medio indica che i nati nel 1947 possono aspettarsi di vivere fino a 85 anni, nel decennio successivo si sale a 91 anni. I nati del 1967 possono attendersi mediamente di toccare i 94 anni, che salgono a 97 anni per i nati nel 1987, arrivando addirittura a 100 anni per chi è nato nel 1997 ed a 103 per il decennio successivo.

Questa progressiva e continua crescita dell’aspettativa di vita concorre quindi a spiegare perché il futuro pensionistico in molti Paesi faccia così paura. Il deficit pensionistico complessivo, entro una trentina di anni, potrebbe arrivare a superare i 400 miliardi di dollari. Cifre che da sole rendono l’idea del gap che è necessario colmare e del livello di soluzioni che sia necessario mettere in campo.

In crescita il numero di persone che si trovano in difficoltà arrivati all’età della pensione

Il fatto che il problema sia reale, lo si evince anche da quanto si sta verificando proprio in questi anni. Lo studio del WEC indica che già oggi negli Stati Uniti è in corso un vero e proprio record di persone che necessitano di ricorrere alla bancarotta dopo aver compiuto i 65 anni, ovvero l’età tradizionalmente indicata nel Paese per il pensionamento. In poco più di 20 anni, il dato è triplicato.

Ma simili problemi, seppure con accezioni diverse dovute alle specificità nazionali, si riscontrano anche in Cina, India, Regno Unito e Giappone (dove l’aspettativa di vita potrebbe arrivare a toccare i 107 anni). È chiaro che in queste condizioni saranno necessari nuovi interventi nel prossimo futuro.

Il problema resta comprendere come procedere, tenendo conto di tutti i fattori. Le soluzioni potrebbero infatti essere molte, dalla costituzione di strumenti di risparmio solidale in grado di aiutare chi risulta in difficoltà all’incentivazione dei fondi pensione, fino a maggiori richieste d’intervento sul datore di lavoro. Resta che l’allarme non è il primo del suo genere e probabilmente non resterà nemmeno l’ultimo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il World Economic Forum pone al centro dell’attenzione un problema che risulta particolarmente evidente anche nel nostro Paese, visto il progressivo invecchiamento della popolazione. Le dinamiche recenti fanno pensare che la soluzione si troverà attraverso un mix di interventi, anche se al momento il focus previdenziale pubblico è certamente orientato al breve periodo e alla necessità di flessibilizzare le attuali uscite dei lavoratori.

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Commenti
Francesco Funari
Francesco Funari

16 giugno 2019 - 08:41:10

Non è un problema risolvibili in solo ambito pensionistico, ma bisognerebbe interessare altri ambiti della società. Parlo delle mansioni basse e medie che dovrebbero evolversi adattandosi all'età di chi le svolge. Faccio un esempio. Nella scuola il docente fa sempre lo stesso lavoro, da quando inizia la sua carriera lavorativa a 25-26 anni fino al pensionamento. Egli fa le lezioni frontali e cura la parte organizzativa quale la programmazione delle lezioni, i rapporti con le famiglie e la scelta dei libri di testo. Sarebbe opportuno invece lasciare le funzioni organizzative a chi ha già una discreta esperienza, diminuendo per questi ultimi le ore di lezione frontale più usuranti. il discorso in realtà è più vasto coinvolgendo anche gli aspetti organizzativi della scuola, ma fattibile. L'età del pensionamento aumenterebbe spontaneamente per il minore stress. LO SPAZIO è LIMITATO. IMPOSSIBILE PARLARE DI ALTRI SETTORI ED ESTRARNE LA REGOLA GENERALE

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