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Spunta il contributo Covid-19 sugli scontrini di estetisti e parrucchieri

Il Codacons ha denunciato la tassa Covid-19 presente sugli scontrini di centri estetici e parrucchieri. Il contributo ammonta dai 2 ai 4 euro che i clienti devono obbligatoriamente pagare per sostenere le spese sostenute dai negozi a causa della pandemia.

Economia e Finanza
Pubblicato il 24 maggio 2020, alle ore 18:16

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Spunta il contributo Covid-19 sugli scontrini di estetisti e parrucchieri

Con l’inizio della Fase 2 molte attività hanno potuto riaprire: sono passati pochi giorni, ma a quanto pare ci sono già delle lamentele da parte dei consumatori. L’associazione Nazionale dei consumatori, infatti, ha denunciato l’applicazione di una tassa denominata sullo scontrino “contributo Covid-19”, che ammonta dai 2 ai 4 euro. La tassa in questione è stata aggiunta dai negozianti per poter far fronte alle spese di sanificazione dei locali e per i numerosi materiali che hanno dovuto obbligatoriamente acquistare per poter riaprire la loro attività in totale sicurezza.

Sono state molte le segnalazioni al Codacons per il sovrapprezzo: lo scontrino emesso indica la voce “contributo Covid-19″ obbligatorio per i clienti che vogliono sottoporsi a un trattamento dall’estetista oppure dal parrucchiere.

Il presidente Massimiliano Dona ha parlato di “forti dubbi sulla legittimità di tale pratica, anche nel caso la sovrattassa fosse segnalata in modo chiaro e trasparente”. Questo perché il cliente deve pagare il trattamento ricevuto e non contribuire alle spese sostenute dal proprietario del negozio. Si tratta di parrucchieri ed estetisti che hanno deciso di applicare questo sovrapprezzo sullo scontrino, per poter coprire in qualche modo i costi aggiuntivi che devono sostenere per portare avanti la loro attività. In alcuni centri estetici avrebbe dichiarato l’Associazione, i clienti per poter fare i trattamenti hanno dovuto obbligatoriamente pagare dieci euro per avere un kit monouso che comprende kimono e ciabatte.

Un “far West illegale che potrebbe configurare il reato di truffa”, ha dichiarato Dona nel mentre si accingeva a depositare la denuncia presso la Guardia di Finanza e l’Antitrust allegandovi tutte le segnalazioni ricevute al riguardo. In molti si sono lamentati per aver dovuto pagare un extra, oltre al pagamento dei trattamenti ricevuti, quindi non solo l’aumento del 25% sui trattamenti, ma anche il cosiddetto “obbligo” di dover pagare tale tassa.

Quindi, dopo la segnalazione di pochi giorni fa, per i rincari all’interno dei bar, adesso anche centri estetici e parrucchieri hanno pensato a un modo per poter aumentare i prezzi a causa della pandemia.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonietta Ricciuti

Antonietta Ricciuti - Penso che far pagare una tassa obbligatoriamente ai clienti non sia del tutto una scelta azzeccata: in questo modo non faranno altro che allontanare i clienti. Sono consapevole del fatto che sono stati obbligati ad acquisti non programmati a causa della pandemia ma, purtroppo, aumentando i prezzi si rischia davvero di ritrovarsi con pochi clienti e come conseguenza una grave perdita economica.

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