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Scoperta maxi truffa allo Ior, l’istituto di credito del Vaticano

Una maxi truffa ai danni dello Ior è stata scoperta dalla Guardia di Finanza. Nella vicenda complici due stranieri, denunciati per aver tentato di depositare titoli falsi per svariati miliardi. Uno dei due era in possesso di tre passaporti diversi

Economia e Finanza
Pubblicato il 30 marzo 2014, alle ore 10:29

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Scoperta maxi truffa allo Ior, l’istituto di credito del Vaticano

La Guardia di Finanza ha bloccato una maxi truffa allo Ior grazie anche alla collaborazione della Gendarmeria Vaticana, ed ha sequestrato titoli di credito al portatore del valore di svariati miliardi di euro, dollari e un’ingente quantità di valute preziose. La denuncia è stata eseguita nei confronti di due stranieri, un olandese e un americano, che sono stati fermati mentre stavano per entrare in Vaticano. I due truffatori portavano con loro una valigetta che conteneva titoli falsi in valuta pregiata da depositare mentre stavano per varcare l’ingresso di Sant’Anna che ha insospettito la Gendarmeria Vaticana, eseguendo prontamente una perquisizione.

Nonostante le proteste dei due uomini, la perquisizione è continuata anche nelle stanze d’albergo in cui alloggiavano, dove sono stati trovati telefoni, timbri di vari tipi, documenti di natura finanziaria e tre passaporti perfettamente validi con visti rilasciati da Olanda e Malesia. All’inizio i due stranieri avevano cercato di sfuggire ai controlli dichiarando di essere attesi da due cardinali che li conoscevano bene, ma ogni scusa è stata vana, e i gendarmi vaticani hanno proseguito la perquisizione senza dare credito alle loro parole. Lo scopo dei due era quello di aprire conti correnti allo Ior e creare una sorta di rete internazionale attraverso cui sarebbe circolato denaro da riciclare, per giustificarne la provenienza.

I due millantatori sono stati denunciati in entrambe le autorità, sia quella italiana che quella vaticana, ma sono stati consegnati all’Italia secondo le norme che regolano i Patti Lateranensi, e saranno giudicati dalle autorità italiane. Questa operazione ha visto per la prima volta il coinvolgimento della Guardia di Finanza e della Gendarmeria Vaticana, ed ha portato alla luce una truffa di enormi dimensioni, grazie anche alle norme antiriciclaggio introdotte proprio da qualche tempo dal Vaticano. Dal canto suo, il portavoce dello Ior ha prontamente ribadito che i due truffatori non sono mai stati clienti dell’istituto e che non avevano nessun appuntamento con cardinali o altro personale della banca, dunque assolutamente sconosciuti. Una vicenda per fortuna finita bene, ma che poteva avere conseguenze devastanti all’interno della Banca Vaticana, coinvolgendo persone insospettabili e spesso inconsapevoli in attività di riciclaggio dal valore ingente.

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