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Riforma pensioni 2022: da quota 102 e 104, fino all’uscita Tridico

Sulle pensioni è stato convocato per la sera di oggi un nuovo tavolo di discussione tra governo e sindacati: tra le proposte quota 102 e 104, oltre alla doppia uscita di Tridico.

Economia e Finanza
Pubblicato il 26 ottobre 2021, alle ore 16:25

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Riforma pensioni 2022: da quota 102 e 104, fino all’uscita Tridico

Prosegue la discussione sulla riforma delle pensioni da attuare all’interno della legge di bilancio 2022. Negli scorsi giorni si è concretizzata una dialettica molto accesa tra governo e sindacati sugli interventi da avviare per sostituire la quota 100. L’esecutivo sembra orientato verso un graduale ritorno dei criteri previsti dalla legge Fornero, con l’introduzione di alcune misure di alleggerimento per i prossimi anni.

Di fatto, il tavolo di discussione vede emergere la quota 102 per il 2022 e 104 per il 2023. Mentre parallelamente o in alternativa c’è allo studio l’ipotesi della doppia uscita suggerita dal Presidente Inps Pasquale Tridico. Questa prevede l’uscita a partire dai 63 o 64 anni con la parte dell’assegno frutto del calcolo contributivo, mentre a partire dai 67 anni si aggiungerebbe anche la parte retributiva. Così facendo, si arriverebbe a percepire un assegno completo.

Il pressing dei sindacati sulla riforma delle pensioni: dal 2022 serve un’ampia flessibilità

Cgil, Cisl e Uil hanno già espresso contrarietà negli scorsi giorni rispetto alle ipotesi di riforma del settore avanzate dal governo Draghi. Per la piattaforma unitaria, il ripristino graduale dei criteri di accesso alla pensione previsti nel 2011 non è accettabile. Le parti sociali chiedono il superamento del vecchio impianto previdenziale.

Le ipotesi di riforma avanzate dalla piattaforma chiedono un meccanismo di uscita per tutti a partire dai 62 anni di età o con almeno 41 anni di versamenti. La valorizzazione dei lavori di cura, l’estensione delle tutele per chi svolge lavori gravosi e l’avvio di una pensione di garanzia per i più giovani. Un pacchetto di interventi che al momento sembra ben distante da quanto previsto nella bozza della legge di bilancio.

A partire dalla serata di martedì 26 ottobre 2021 riprenderà la discussione tra governo e sindacati. La sintesi dovrà necessariamente arrivare nei prossimi giorni, posto che a breve partirà la discussione parlamentare della finanziaria. Entro breve tempo saremo quindi in grado di capire se si potrà raggiungere un punto di sintesi oppure se i sindacati arriveranno a un vero e proprio scontro con l’esecutivo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La ricerca di una quadra sugli interventi di riforma del settore previdenziale appare più difficile del previsto. Da mesi si parla della necessità di un intervento sulle pensioni anticipate e più in generale sulla previdenza. La fine della sperimentazione legata alla quota 100 il prossimo 31 dicembre 2021 non fa che aggiungere ulteriore pressione alla necessità di riformare il sistema.

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