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Riapertura negozi: registrati aumenti di prezzo dai bar ai parrucchieri

Da pochi giorni hanno riaperto alcune attività, che a causa del coronavirus sono rimaste obbligatoriamente chiuse per circa due mesi. Il Codacons ha registrato aumenti di prezzo, tramite segnalazioni date dai consumatori.

Economia e Finanza
Pubblicato il 19 maggio 2020, alle ore 23:10

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Riapertura negozi: registrati aumenti di prezzo dai bar ai parrucchieri

Da poco molti commercianti hanno potuto riaprire la loro attività che, obbligatoriamente, hanno dovuto chiudere per circa due mesi a causa del coronavirus. Sono molti i gestori di attività che sono state registrate dal Codacons a causa dell’aumento di prezzi. Per la riapertura, hanno deciso di modificare il loro listino, cercando di coprire le spese aggiuntive che servono per garantire la sanificazione degli ambienti. Oltre alla sanificazione, inoltre, hanno dovuto acquistare materiale necessario alla riapertura in sicurezza dei locali, come asciugamani monouso, guanti monouso, visiere e divisori in plexiglass.

Senza dubbio, sono molte le spese che hanno dovuto sostenere i gestori, necessarie per la riapertura della loro attività, ma l’associazione consumatori li avverte: in questo modo c’é il rischio di allontanare i clienti, creando conseguenze economiche ancora più gravi.

Il primo giorno di riapertura dei bar, molti clienti che hanno deciso di andare a bere un caffè oppure un cappuccino al bar dopo mesi di chiusura, e hanno scoperto l’aumento di prezzo. In alcuni locali, il caffè da novanta centesi è passato a un euro, il cappuccino da 1,20 a 1,40. In grandi città come Milano addirittura si è arrivati anche a 2,00 euro.

“Da oggi caffè più amaro per molti italiani”, ha scritto in una nota l’associazione dei consumatori. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha poi commentato: “Spero che siano casi isolati e che gli esercenti non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazioni dei locali”, invitando cittadini a segnalare all’associazione eventuali aumenti dei prezzi praticati da bar, ristoranti, parrucchieri, negozianti, artigiani in modo da combattere eventuali speculazioni”.

D’altro canto, i negozianti lamentano acquisti che hanno dovuto sostenere per far fronte alla riapertura del proprio locale, costi che non erano previsti e che hanno dovuto coprire di tasca propria. Preoccupa anche il settore alimentare, infatti già in piena pandemia i dati Istat segnalarono un aumento del 2,8% in questo settore. Ma l’associazione dei consumatori sottolinea come gli aumenti dei prezzi non solo non recupereranno perdite e guadagni ridotti, ma rischiano anche di “allontanare gli italiani dai negozi e determineranno una contrazione dei consumi rispetto al periodo pre-Covid, con danni ingenti per tutti.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonietta Ricciuti

Antonietta Ricciuti - I gestori, per poter riaprire, hanno obbligatoriamente dovuto adottare delle misure di sicurezza che hanno comportato delle spese. Secondo me, il sostegno del cittadino, per chi se lo può permettere, ci deve essere in questo momento di forte crisi, ma dall'altra parte ovviamente non bisogna approfittarsene. Spero che non tutti i gestori aumentino i prezzi a listino in quanto, come sostenuto appunto dall'associazione consumatori, potrebbe esserci il rischio di allontanare il cliente.

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