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Reddito e pensioni di cittadinanza: a metà 2019 accolte 840mila domande

Durante un recente intervento in Parlamento, il Presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha fatto il punto della situazione in merito alle richieste di accesso al reddito e alle pensioni di cittadinanza. Evidenziati risparmi importanti rispetto alle stime iniziali

Economia e Finanza
Pubblicato il 18 luglio 2019, alle ore 17:24

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Reddito e pensioni di cittadinanza: a metà 2019 accolte 840mila domande

Dall’ultima relazione del Presidente Inps Pasquale Tridico, davanti alle Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato, arrivano nuovi aggiornamenti in merito al reddito e alle pensioni di cittadinanza. Le ultime statistiche ufficiali riportano i dati aggiornati al mese di giugno 2019 e sono in grado di offrire uno spaccato realistico dei trend registrati nella prima parte dell’anno in corso.

Partendo dai numeri (per proseguire successivamente con le considerazioni del caso), fino alla metà del 2019 le richieste di accesso al reddito e alla pensione di cittadinanza sono state circa 1 milione e 300mila, mentre gli accoglimenti hanno riguardato finora 840mila pratiche. Numeri importanti e che sono oggetto di analisi approfondite, ma che diventano ancora più rilevanti se tradotti in cifre di bilancio.

La spesa preventivata per i due provvedimenti di welfare nel corso del 2019 corrispondeva infatti a 5,9 miliardi di euro, mentre quella effettiva dovrebbe risultare inferiore di circa 815,5 milioni. Accantonamenti che risulteranno importanti per far quadrare le logiche di bilancio e per giocare fino in fondo la partita della stabilità dei conti pubblici in essere con Bruxelles.

Le pensioni di cittadinanza rappresentano meno del 20% del totale

Interessante notare come si dividono le richieste di accesso agli assegni di welfare, sulla base della tipologia di prestazione erogata. Ricordiamo infatti che il nuovo provvedimento eroga non solo il reddito di cittadinanza, ma anche la cosiddetta pensione di cittadinanza (al raggiungimento dei 67 anni di età). Le differenze tra le due misure sono rilevanti, visto che nel secondo caso non vi sono vincoli alla ricerca di un nuovo impiego e nemmeno rispetto alla modalità di spesa dell’assegno.

Dal punto di vista prettamente numerico, sulle 840mila richieste complessive di accesso alla misura si distinguono appena 100mila pratiche legate alla pensione di cittadinanza, cioè meno del 20% delle domande complessive. La previsione del Presidente Inps in merito alla platea effettivamente raggiunta nel corso del 2019 dal reddito e dalle pensioni di cittadinanza è invece di circa 900mila nuclei familiari, riguardando così potenzialmente fino a 2,7 milioni di persone e garantendo mediamente 490,00 euro al mese.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le pensioni di cittadinanza continuano a rappresentare una minoranza delle domande accolte rispetto a quelle legate al reddito di cittadinanza. Il fenomeno è certamente dovuto agli stringenti requisiti di accesso alla misura, soprattutto per quanto concerne la maturazione dei 67 anni di età al fine di poter percepire l’assegno di welfare.

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