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Reddito di cittadinanza: scoppia il caso delle commissioni sui prelievi di contanti e sui bonifici

Il reddito di cittadinanza continua a restare sotto i riflettori. Fa discutere l’applicazione delle commissioni per chi desidera effettuare un prelievo, mentre anche i bonifici per l’affitto o il mutuo sono a pagamento. Ecco tutte le informazioni da sapere.

Economia e Finanza
Pubblicato il 23 maggio 2019, alle ore 15:30

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Reddito di cittadinanza: scoppia il caso delle commissioni sui prelievi di contanti e sui bonifici

Dopo gli ultimi aggiornamenti sulla lista di beni acquistabili con il nuovo reddito di cittadinanza, c’è un altro dettaglio che nelle ultime ore sta facendo molto discutere. Si tratta del costo legato al prelievo in contanti dalla card di cittadinanza, applicato a tutti i percettori del sussidio di welfare. Nella pratica, ogni volta che un destinatario della misura si recherà all’ATM per ritirare delle banconote, si vedrà applicare un costo di un euro nel caso si tratti di un Postamat e di 1,75 euro qualora decida di utilizzare i bancomat del tradizionale circuito bancario.

A tal proposito, bisogna infatti ricordare che la card di cittadinanza viene emessa e consegnata da Poste Italiane al beneficiario (e caricata su indicazione dell’Inps e del Ministero del Lavoro, dopo le opportune verifiche). In particolare, l’Istituto postale ha sottoscritto un apposito accordo con il Ministero del Lavoro e con l’Inps per la gestione e la relativa erogazione della nuova misura di sostegno.

Bisogna altresì evidenziare che esistono purtroppo delle commissioni anche per effettuare il pagamento del bonifico legato all’affitto o al mutuo. In questo caso, si tratta di un euro per ogni operazione eseguita, che scende a 0,50 centesimi nel caso non si utilizzi il normale circuito bancario, ma quello postale (attraverso il cosiddetto postagiro).

Ecco perché sono presenti commissioni legate all’utilizzo della card di cittadinanza

In realtà, quelle appena elencate sono anche le tradizionali commissioni che vengono applicate a tutti i clienti che usufruiscono dei servizi finanziari di Poste Italiane tramite la PostePay. Questo perché la card di cittadinanza è a tutti gli effetti una versione particolare del prodotto Postepay (seppure senza l’indicazione del nominativo sopra la carta, al fine di tutelare la privacy del percettore). Pertanto, nei casi di utilizzo per prelievi o bonifici, i beneficiari del sussidio di welfare si vedranno applicare i costi evidenziati nelle ordinarie condizioni contrattuali.

Va però anche detto che in molti si attendevano che l’accordo tra Governo e Poste Italiane potesse proporre una versione perlomeno calmierata nei costi di utilizzo della tessera, rispetto ad una PostePay ordinaria. Anche perché il reddito di cittadinanza è destinato in tutta evidenza a persone che si trovano a vivere condizioni di disagio e difficoltà economica. Appare quindi perlomeno interlocutorio che alle stesse persone che si trovano a percepire un sostegno di integrazione al reddito non vengano offerte delle condizioni favorevoli rispetto a quanto avviene per una normale carta elettronica di pagamento.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il reddito di cittadinanza viene erogato su una card PostePay e l’accordo tra Poste Italiane e Governo ha reso possibile far decollare velocemente il nuovo sussidio di welfare, per renderlo facilmente accessibile ai destinatari. Allo stesso tempo, sarebbe perlomeno opportuno pensare a delle condizioni di favore nell’utilizzo della card di cittadinanza, visto la valenza sociale dell’operazione.

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