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Reddito di cittadinanza: ecco perché si parla di rischio flop

Secondo le ultime rilevazioni il reddito e le pensioni di cittadinanza avrebbero raggiunto finora appena un terzo della platea potenziale dei destinatari. Cresce l’ipotesi di un tesoretto per i risparmi nel caso in cui gli stanziamenti non verranno utilizzati.

Economia e Finanza
Pubblicato il 20 giugno 2019, alle ore 17:42

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Reddito di cittadinanza: ecco perché si parla di rischio flop

Serpeggia l’ipotesi di un flop per il reddito e le pensioni di cittadinanza, anche se la questione potrebbe non risultare come negativa da tutti i punti di vista e non viene certo intesa ufficialmente in tal senso dal Governo. Resta comunque il fatto che dal riscontro degli ultimi rilievi qualcosa potrebbe non essere andato come previsto inizialmente.

In base agli ultimi aggiornamenti forniti dall’Istituto pubblico di ricerche statistiche, le famiglie che vivono situazioni di povertà in Italia sono all’incirca 1,8 milioni. Sommando i componenti dei nuclei familiari il numero effettivo di persone potenzialmente interessate si avvicina così ai 5 milioni. Se si effettua il paragone con gli ultimi dati raccolti sugli assegni del reddito di cittadinanza emergere che la nuova misura avrebbe coinvolto solo un terzo della platea dei destinatari per la quale era stata inizialmente pensata.

Il fatto che si sia registrato un certo rallentamento nell’invio delle domande (dopo il boom iniziale) resta comunque incontrovertibile. A confermarlo c’è lo stesso Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, che evidenzia la possibilità di realizzare già nel corso del 2019 almeno un miliardo di euro di risparmi. Soldi che nel tempo potrebbero formare una specie di tesoretto (fornendo ossigeno ad un bilancio che rischia l’asfissia per l’eccesso di spesa).

I numeri sulla povertà in Italia rilanciati dal Movimento 5 Stelle

Se i dati non possono essere contestati, la loro interpretazione resta certamente spinosa. I recenti rilievi evidenziati dall’Istat sulla povertà sono infatti stati rilanciati dal Movimento 5 Stelle a conferma della necessità e dell’importanza del reddito di cittadinanza. Nel Sud Italia la percentuale di famiglie in povertà assoluta arriva infatti a toccare anche il 10% (la media è inferiore al 6% nel centro Italia e si avvicina al 5% nel nord).

Resta però il fatto che l’obiettivo di arrivare a tutelare direttamente 5 milioni di poveri risulta lontano. Sulla questione incide probabilmente la scelta di condizionare l’accesso al reddito di cittadinanza a numerosi vincoli e paletti, come ad esempio i requisiti reddituali, patrimoniali (tramite l’Isee) e di residenza. Oltre a ciò, in molti potrebbero aver scelto di non chiedere il sussidio nonostante la maturazione del diritto, ad esempio per paura dei successivi controlli oppure perché l’importo mensile integrativo verrebbe considerato come troppo esiguo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’avvio del reddito e delle pensioni di cittadinanza ha prodotto un’ampia e accesa discussione sin dalla sua introduzione, non solo dal punto di vista politico ma anche tra i cittadini. A diversi mesi di distanza i toni sembrano destinati a rimanere decisi. Una situazione che non stupisce visto il tipo di provvedimento.

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