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Reddito di cittadinanza 2019, spunta un nuovo requisito: via l’assegno se si rifiuta un lavoro congruo dopo un anno

Dall’ultima bozza del nuovo reddito di cittadinanza emerge un nuovo vincolo: l’assegno verrà tolto nel caso in cui si rifiuti un lavoro congruo dopo un anno di percezione, anche senza dinieghi precedenti.

Economia e Finanza
Pubblicato il 14 gennaio 2019, alle ore 20:31

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Reddito di cittadinanza 2019, spunta un nuovo requisito: via l’assegno se si rifiuta un lavoro congruo dopo un anno

Il decreto con il quale si darà il via libera definitivo al reddito di cittadinanza sarà approvato entro pochi giorni, ma nonostante ciò continuano ad emergere novità in merito alle regole di fruizione del beneficio. L’idea dell’esecutivo sembra puntare ad un maggiore coinvolgimento del percettore rispetto alla propria riqualifica professionale, oltre che a garantire un accesso più facile al mondo del lavoro.

Allo stesso tempo, si tenta di rendere maggiormente interessante anche per le aziende puntare all’assunzione di coloro che risultano percettori del beneficio, visto che le imprese potranno ottenere fino a 18 mesi dell’importo equivalente all’assegno di cittadinanza attraverso l’applicazione di sgravi fiscali.

Reddito di cittadinanza, tra i nuovi requisiti anche una novità importante sul rifiuto delle offerte di lavoro

All’interno del contesto appena descritto, appare fondamentale la volontà del percettore di mostrarsi interessato al reintegro nel mondo del lavoro. Per questo motivo, alle regole già presenti in precedenza è stato aggiunto un nuovo vincolo in grado di far decadere l’assegno dopo un anno.

Nel dettaglio, la nuova bozza del decreto prevede di cancellare il beneficio di welfare nel caso in cui il percettore rifiuti dopo 12 mesi di assegno un’offerta di lavoro considerabile come congrua dal centro dell’impiego, anche qualora si tratti della prima proposta. In precedenza invece, la sospensione avveniva comunque al terzo rifiuto.

Restano invece i vincoli legati alla coerenza territoriale, nel senso che la prima offerta deve conciliarsi con una proposta entro i 100 km di distanza dalla propria residenza se arriva nei sei mesi dalla percezione del requisito, oppure entro i 250 km dopo tale soglia ed in qualunque parte d’Italia nel caso in cui si arrivi alla terza proposta. Mentre chi accetta di spostarsi potrà beneficiare di incentivi economici, con una proroga trimestrale del reddito di cittadinanza al fine di compensare i costi di trasferimento.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Continua la messa a punto del Governo riguardante il reddito di cittadinanza, mirante soprattutto ad ottimizzare le possibilità di reinserimento del fruitore all’interno del mondo del lavoro. In questo senso l’esecutivo sta cercando un delicato equilibrio tra incentivi e penalizzazioni: nei prossimi mesi scopriremo se l’operazione riuscirà effettivamente a raggiungere gli obiettivi preposti.

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