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Reddito di cittadinanza 2019: il prelievo massimo in contanti è di 100 € al mese

Le regole previste all’interno del decreto riguardante il reddito di cittadinanza confermano la possibilità di prelevare al massimo 100 euro al mese rispetto all’assegno complessivo, mentre l’eventuale residuo non speso andrà perso.

Economia e Finanza
Pubblicato il 25 gennaio 2019, alle ore 18:37

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Reddito di cittadinanza 2019: il prelievo massimo in contanti è di 100 € al mese

Il nuovo reddito di cittadinanza si prepara ad entrare in funzione non appena si concretizzerà la pubblicazione del provvedimento all’interno della Gazzetta Ufficiale, ma nel frattempo continuano ad emergere nuovi dettagli dalle pieghe del dispositivo di legge recentemente approvato dal Governo.

Un punto interessante riguarda il particolare meccanismo di funzionamento per l’erogazione dell’assegno, pensato da un lato per sostenere il cittadino che vive una situazione di difficoltà e dall’altro lato per favorire lo sviluppo dell’economia locale e la ripresa del sistema nel suo complesso. Un obiettivo che per essere raggiunto prevede importanti vincoli all’utilizzo della somma corrisposta in favore del beneficiario.

Con il reddito di cittadinanza il prelievo massimo in contanti sarà di 100 euro

Se si parte dal presupposto che il nuovo emolumento di welfare verrà erogato su delle carte elettroniche fornite da Poste Italiane, si può comprendere che in associazione al loro utilizzo sono posti specifici vincoli. Un esempio chiarificatore è il limite posto al prelievo di contanti, che non potrà superare la somma di 100 euro al mese. Questo per fare in modo che il beneficio di welfare non possa essere accantonato e poi utilizzato in spese non idonee.

L’utilizzo della carta elettronica implica infatti la possibilità da parte degli enti e organismi competenti di monitorare la modalità con cui verrà utilizzato il reddito di cittadinanza, evitando così che possa essere speso in beni di lusso o nel gioco d’azzardo. Allo stesso tempo, nel decreto è espressamente previsto che l’assegno non potrà essere accantonato mese per mese, ma dovrà essere utilizzato (pena una riduzione dell’assegno successivo).

Insomma, il quadro legislativo di riferimento non sembra dare adito a fraintendimenti, mentre lo stesso Governo ha annunciato che i controlli saranno molto attenti e che le pene risulteranno severe nel caso in cui il richiedente dovesse approfittare della situazione attraverso utilizzi illeciti o fornendo informazioni false in fase di domanda.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Con la versione definitiva del cosiddetto “decretone” emergono finalmente i dettagli di funzionamento del nuovo reddito di cittadinanza. Il quadro appare ogni giorno più chiaro e mette in evidenza precisi limiti decidi dal legislatore per fare in modo che il sostegno raggiunga davvero gli scopi preposti. Non ci resta quindi che attendere le prime erogazioni per verificare se il meccanismo funzionerà come effettivamente previsto.

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