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Pensioni quota 100 e Reddito di cittadinanza: costi per 133 miliardi, nuovo monito dai tecnici internazionali

Dal DEF emergono le stime triennali sui costi per le pensioni flessibili e sugli assegni di welfare. I dati evidenziano la necessità di reperire risorse ingenti per i nuovi provvedimenti, mentre riprende l’accesa dialettica con il FMI.

Economia e Finanza
Pubblicato il 14 aprile 2019, alle ore 11:20

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Pensioni quota 100 e Reddito di cittadinanza: costi per 133 miliardi, nuovo monito dai tecnici internazionali

Le discussioni sui costi per le pensioni flessibili e per il reddito di cittadinanza si sono riaccese dopo che sono emerse le proiezioni inserite nel Def in merito alla copertura dei due provvedimenti, approvati di recente in via definitiva, tramite il voto parlamentare del cosiddetto decretone. Le misure, divenute operative, hanno generato la questione del monitoraggio delle domande e del mantenimento delle coperture.

Dei 133 miliardi complessivi, stimati per il triennio 2019-2021, per finanziare la quota 100, oltre alle altre agevolazioni previdenziali e agli assegni di welfare serviranno circa 94 miliardi. A coprire queste spese dovrebbe intervenire l’aumento dell’Iva, già programmato, ma che l’esecutivo vorrebbe sterilizzare.

Queste considerazioni hanno generato alcune polemiche e rivendicazioni in merito alla tenuta dei conti, mentre il Governo tende a minimizzare e ad ostentare sicurezza. Infatti, non solo si confermano i nuovi provvedimenti resi operativi con la scorsa legge di bilancio 2019, ma si propongono anche ulteriori interventi riguardanti l’imposizione fiscale, con l’estensione della flat tax, attualmente destinata ai lavoratori autonomi ed alle partite Iva.

Le preoccupazioni del FMI

Quest’ultime considerazioni avrebbero portato il Fondo Monetario Internazionale a mettere in guardia l’esecutivo sulla tenuta dei conti dopo poco tempo dal precedente avvertimento. Il Responsabile del Dipartimento europeo dell’Istituto ha espresso in settimana forti riserve sulla nuova riforma delle tasse, spiegando che “la sfida più immediata per l’Italia è l’elevato debito e il limitato spazio di bilancio”.

Il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha replicato smentendo che il nostro Paese rappresenti un rischio per l’economia globale e assicurando che gli obiettivi di bilancio verranno rispettati, pur confermando il prossimo avvio della riforma riguardante il fisco. Sullo sfondo degli interventi previdenziali resta da definire la modalità di attuazione dell’obiettivo finale della legislatura, che dovrebbe consentire l’uscita dal lavoro per tutti con 41 anni di contribuzione.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La discussione politica si sta proiettando sul DEF e sui prossimi interventi di riforma del welfare, della previdenza e del fisco in Italia, ma il vero nodo resta ancora una volta quello dei conti. D’altra parte, per la nascita della quota 100 la ricerca della quadra sui conti è risultata determinante, pertanto è facile pensare che anche i prossimi provvedimenti in avvio dal Governo dovranno passare per una simile mediazione.

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