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Pensioni: per Unimpresa è boom di spesa per il comparto previdenziale, +36 miliardi in 4 anni

Un nuovo dossier realizzato da Unimpresa e diffuso nella giornata di ieri fa il punto della situazione in merito al comparto previdenziale: nel 2022 i conti delle pensioni sfonderanno i 300 miliardi di euro.

Economia e Finanza
Pubblicato il 26 aprile 2019, alle ore 15:13

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Pensioni: per Unimpresa è boom di spesa per il comparto previdenziale, +36 miliardi in 4 anni

La situazione dei conti riguardanti il comparto previdenziale è peggiorata a seguito dell’introduzione della nuova quota 100: lo afferma Unimpresa all’interno di un nuovo dossier realizzato all’inizio del mese e diffuso nella giornata di ieri. Secondo quanto evidenziato dall’Unione nazionale delle imprese, nel prossimo quadriennio il costo sostenuto dallo Stato per le pensioni è destinato ad aumentare di oltre 36 miliardi di euro.

A questo elemento si affiancano le stime di crescita del comparto assistenziale, con le relative prestazioni che faranno segnare sul bilancio pubblico una maggiore spesa di 11 miliardi di euro. Resta invece più calmierata la crescita della spesa relativa al comparto sanitario, che vedrà nei prossimi anni un aumento di circa 7 miliardi di euro.

Costo pensioni: entro il 2022 supererà i 300 miliardi di euro

Stante la situazione appena delineata, complessivamente il costo sostenuto dallo Stato per il pagamento delle pensioni passerà dai 268 miliardi di euro del 2018 ai 305 miliardi di euro del 2022, con un aumento del 13%, mentre i costi dell’assistenza aumenteranno da 80 a 91 miliardi di euro (con una crescita del 14%) nello stesso periodo.

Le stime sono state realizzate partendo dalle indicazioni fornite dallo stesso Governo all’interno del Documento di Economia e Finanza. Evidenti secondo il Vice Presidente di Unimpresa Claudio Pucci gli squilibri evidenziati dall’analisi, con la crescita della spesa per il comparto pensionistico a dimostrare che “le riforme degli scorsi anni non hanno risolto i problemi delle nostre finanze pubbliche e che il correttivo Quota 100 introdotto con l’ultima legge di bilancio peggiorerà la situazione”.

A preoccupare è infatti il contemporaneo incremento delle spese per la previdenza, per l’assistenza e per la sanità. Un incremento che certifica la necessità di un riequilibrio della situazione relativa alla tenuta dei conti pubblici del Paese rispetto alle diverse riforme di settore approvate negli scorsi anni.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - I recenti dati evidenziati da Unimpresa mettono in luce la contraddizione inerente la spesa per la previdenza ed il welfare nel nostro Paese. Da un lato si investono somme e percentuali importanti del nostro Pil, dall’altro l’efficacia di tali interventi è messa in dubbio dal fatto che ancora molti lavoratori si trovano costretti ad affrontare la rigidità dei requisiti utili per accedere alle prestazioni pensionistiche e sociali.

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