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Pensioni, oltre il 60% degli assegni sotto i 750 euro al mese

Dall’ultimo rapporto dell’Inps arrivano nuovi aggiornamenti sulle pensioni erogate in favore degli italiani: tanti emolumenti sotto i 1.000 euro, mentre crescono le misure di natura assistenziale.

Economia e Finanza
Pubblicato il 28 marzo 2019, alle ore 19:40

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Pensioni, oltre il 60% degli assegni sotto i 750 euro al mese

Arrivano importanti aggiornamenti in merito alla situazione del comparto previdenziale in Italia. Ad offrire gli ultimi riscontri è stata la stessa Inps, attraverso il proprio rapporto annuale contenente i dati dei trattamenti così come registrati all’inizio dell’anno in corso. Secondo quanto comunicato all’interno del dossier, gli assegni complessivi erogati in favore degli italiani sono circa 18 milioni, dei quali 13.8 milioni di natura previdenziale (mentre la parte restante è riferibile al sistema di welfare).

Questo significa che la maggior parte dei pagamenti deriva da assegni maturati sulla base dei contributi effettivamente versati, sebbene erogati con le diverse modalità di accesso all’Inps. Si pensi ad esempio alla maturazione dei requisiti di vecchiaia, alle diverse opzioni di accesso anticipato, ma anche alle pensioni di invalidità ed a quelle di reversibilità. Gli assegni assistenziali fanno invece riferimento a misure come le indennità di accompagnamento, oppure le pensioni sociali.

Cresce il numero di pensioni assistenziali, mentre più della metà degli assegni è sotto le 750 euro

Entrando nel merito dei dati forniti dall’Istituto di previdenza, emerge innanzitutto la crescita degli assegni di natura assistenziale (cioè non coperti da contributi). Il trend si delinea chiaramente se si prendono in considerazione i dati sulle liquidazioni avvenute nell’ultimo anno: ben il 50% è riconducibile al welfare, contro il 37.6% del 2003.

Non sembra andare meglio se si passa in analisi l’importo medio erogato in favore dei pensionati. Su 18 milioni di assegni, più di 12 milioni risultano al di sotto dei 1.000 euro al mese. Un importo che scende a 750 euro se si prende in considerazione il 61.3% della platea. Mentre, analizzando il caso delle donne (che generalmente ricevono assegni più bassi degli uomini per via del gender gap), il numero di pensioni sotto tale soglia arriva a toccare addirittura il 74.5%.

Chiaramente, sugli importi impatta anche l’elevata presenza di pensioni anticipate, che comportano assegni più bassi in virtù dei minori versamenti. Così, se si prende come riferimento la media mensile degli assegni di vecchiaia, l’importo sale a 1196.98 euro al mese. È chiaro quindi che una carriera più lunga consente di valorizzare al meglio la propria storia contributiva nel momento in cui arriva il giorno dell’agognata quiescenza.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - I nuovi dati in arrivo dall’Inps confermano che le valutazioni da effettuare prima di procedere con la propria domanda di pensionamento non riguardano solo la prima data di maturazione della quiescenza, ma devono considerare anche il futuro importo dell’assegno. Questo per evitare di trovarsi con emolumenti troppo bassi e senza possibilità di rimediare, essendo ormai usciti definitivamente dal mondo del lavoro.

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