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Pensioni, l’attacco di Zingaretti sul taglio agli assegni: il Governo “si vergogni”

Il Segretario del Partito Democratico in pressing sul Governo per il taglio agli assegni previdenziali. L’esponente Dem punta il dito: “Stiamo parlando di pensioni a partire da 1500 euro lordi al mese”.

Economia e Finanza
Pubblicato il 23 maggio 2019, alle ore 10:32

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Pensioni, l’attacco di Zingaretti sul taglio agli assegni: il Governo “si vergogni”

Torna a riaccendersi il dibattito elettorale e inevitabilmente si entra nel merito anche del comparto previdenziale, un tema verso il quale i cittadini sono sempre risultati molto sensibili. Non appare quindi un caso se davanti alle prossime elezioni europee le pensioni si trasformano in un vero e proprio terreno di scontro. Ad entrare nel mirino del pressing dell’opposizione sono i tagli alle rivalutazioni degli assegni, pensati per ridistribuire le risorse e sostenere le altre misure pensionistiche e di welfare previste nella scorsa Manovra.

Sul punto è quindi intervenuto, tramite il proprio account di Twitter, il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, spiegando che “il Governo ha appena tagliato le pensioni a 6 milioni di persone”. In particolare, nel proprio tweet l’esponente Dem spiega che “stiamo parlando di pensioni a partire da 1500 euro lordi al mese”, invitando i Vice Premier Salvini e Di Maio a vergognarsi.

L’attacco arriva in un momento nel quale la minoranza riconosce le difficoltà del Governo, con lo stallo del Decreto Sicurezza (slittato a dopo le elezioni europee). Intervistato da Radio Rai, Zingaretti ha anche parlato di un esecutivo “politicamente finito”, lamentando un’Italia dove c’è “meno lavoro, meno produzione industriale, più tasse” e dove la maggioranza ha saputo ben “raccontare i problemi degli italiani senza però “essere capace di risolverli”.

Dal “caso Quirinale” a Confindustria: momenti non semplici per il Governo

D’altra parte, che la situazione sia tesa nella maggioranza giallo – verde lo evidenziano anche le ultime vicende governative. Dal Quirinale sarebbe infatti emersa irritazione per le citazioni irrituali del Presidente Mattarella in relazione al testo del dl sicurezza. Le perplessità sono state evidenziate come semplici osservazioni informali (e non come un vero e proprio veto, capace di far cadere il Governo).

Mentre gli industriali che si sono riuniti nella giornata di ieri a Roma per l’Assemblea Generale di Confindustria hanno espresso gelo ed un atteggiamento critico verso l’esecutivo, seppure aprendo al dialogo. “Dobbiamo fare un grande salto di qualità e passare dal contratto di governo a uno più ampio che riguardi la politica economica e metta al centro lo sviluppo per risolvere il divario del Paese” ha evidenziato il Presidente Vincenzo Boccia, richiamando in modo deciso ad un cambio di passo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il tema delle pensioni continua a restare al centro del dibattito pubblico, ed anzi sembra trovare particolare attenzione proprio in vista delle prossime elezioni europee. Appare quindi ovvio che dalla minoranza si punti il dito contro l’intervento di taglio alle rivalutazioni degli assegni, sul quale avevano già espresso critiche le parti sociali e le associazioni dei pensionati.

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