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Pensioni integrative in rosso per via del Coronavirus nel primo trimestre del 2020

I rendimenti dei fondi pensione vanno in negativo nei primi tre mesi dell’anno a causa della crisi economica generata dal Coronavirus. L’impatto della pandemia si fa sentire sul patrimonio dei fondi della previdenza complementare.

Economia e Finanza
Pubblicato il 20 maggio 2020, alle ore 10:15

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Pensioni integrative in rosso per via del Coronavirus nel primo trimestre del 2020

Tra gli effetti negativi causati dall’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, vi è anche l’impatto dei rendimenti negativi all’interno del comparto della previdenza complementare. È quanto emerge dalle ultime indicazioni fornite dalla Covip, che ha fatto il punto della situazione in merito all’andamento del settore nel primo trimestre dell’anno.

Secondo quanto evidenziato dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione, i dati dei rendimenti (al netto dei costi applicati dai fondi) registrano una perdita del 5,2% per i fondi di natura negoziale, che cresce fino al 7,5% per i fondi aperti e i Piani individuali pensionistici (Pip).

All’interno della relazione ad opera della Commissione, viene indicato che il calo generalizzato registrato da tutte le tipologie di fondi integrativi è ovviamente correlato nella massima parte alle perdite in conto capitale che sono state registrate per via dell’andamento dei mercati, stante che i flussi contributivi da parte dei lavoratori hanno mantenuto un andamento stabile rispetto al passato.

Coronavirus: le pensioni complementari mostrano comunque una tenuta di fondo

Rispetto al quadro generale appena evidenziato, la Covip ritiene comunque che i fondi di previdenza complementare, posti davanti alla sfida dettata dal Coronavirus, abbiano mostrato una tenuta di fondo. Tutto ciò sebbene i risultati complessivi abbiano risentito della situazione contingente. Vi è stato inoltre un incremento delle posizioni aperte dell’1%, a conferma che la previdenza integrativa continua ad essere in crescita.

Considerando il contesto, non deve quindi stupire che tutti i rendimenti siano stati in media negativi nel periodo che va da gennaio a marzo 2020. Se si effettua però una valutazione sui rendimenti di medio e lungo termine delle pensioni integrative, l’impatto che ha avuto la crisi è certamente da considerare come limitato. Il tutto considerando che il rendimento medio annuo del settore è stato del 3,6% per i fondi negoziali e del 3,8% per quelli aperti, contro il 2% del trattamento di fine rapporto.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La previdenza complementare rappresenta ormai una vera e propria necessità per i lavoratori, visto che la pensione pubblica in futuro non potrà garantire lo stesso tasso di sostituzione degli assegni erogati con il sistema retributivo o misto. In questo senso, la flessione dei rendimenti dovuta al Coronavirus appare di scarsa rilevanza per coloro che stanno seguendo un piano di accumulo di lungo periodo, visto che nel tempo ogni crisi tende ad essere compensata dai rendimenti successivi.

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