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Pensioni flessibili: tecnici al lavoro sulla legge di bilancio 2022

Sulle pensioni i tecnici del governo lavorano per trovare nuovi meccanismi flessibili. La soluzione dovrà arrivare all’interno della prossima legge di bilancio, in approvazione entro il termine dell’anno.

Economia e Finanza
Pubblicato il 11 settembre 2021, alle ore 18:13

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Pensioni flessibili: tecnici al lavoro sulla legge di bilancio 2022

Il capitolo delle pensioni flessibili dovrà essere inserito all’interno della prossima manovra, con tempi tecnici che ormai prevedono poco più di tre mesi. La legge di bilancio 2022 dovrà infatti ricevere l’approvazione finale del parlamento entro la fine dell’anno. Manca quindi ormai poco per poter inserire le nuove misure all’interno della manovra, in modo da garantire che su di esse possa svilupparsi un adeguato dibattito parlamentare.

La partita che si dovrà giocare è fondamentale, visto che il rischio di un mancato intervento potrebbe tradursi in uno scalone sulle spalle dei lavoratori lungo fino a cinque anni. È questa infatti la differenza che si verrà a creare tra i criteri ordinari di accesso alla pensione e la conclusione della quota 100.

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La legge Fornero prevede la maturazione dell’ingresso nell’Inps a partire dai 67 anni di età (con almeno 20 anni di versamenti). In alternativa, occorre maturare 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne). La quota 100 permette di fruire di uno sconto massimo di 5 anni rispetto ai requisiti ordinari, ma per poterla richiedere sarà indispensabile maturare i requisiti entro la fine dell’anno.

Dalla maggioranza c’è un accordo unanime sul termine della sperimentazione, pertanto la quota 100 non verrà rinnovata. Al suo posto è probabile un mix d’interventi, che però non garantiranno completamente la flessibilità disponibile in precedenza. Si parla di una possibile estensione dell’Ape sociale e dell’Opzione Donna, ma anche di agevolazioni legate ai contratti di espansione.

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Più difficile invece un’estensione della quota 41, che continuerà a essere disponibile solo per coloro che avranno maturato almeno un anno di versamenti prima del compimento dei 19 anni di età. Occorrerà inoltre rientrare tra le specifiche categorie di disagio indicate dal legislatore.

In merito a ulteriori provvedimenti, occorre infine attendere la presentazione della manovra. Dall’Inps era arrivata, ad esempio, l’ipotesi di un doppio assegno a partire dai 63 anni (con la quota contributiva), in modo da ottenere il pensionamento completo a 67. Ma sul punto i decisori pubblici non si sono ancora sbilanciati.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il tema della riforma previdenziale diventa al termine di ogni anno un vero e proprio tormentone. Sulla questione pesano i tanti meccanismi sperimentali di accesso agevolato all’Inps, che richiedono di volta in volta rinnovi o modifiche. Resta evidente la necessità di maggiore equità per tutti i lavoratori, soprattutto considerando che ormai si va verso l’adozione del calcolo contributivo dell’assegno per tutti.

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