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Pensioni flessibili e Quota 100: ecco come funziona il calcolo dell’assegno

Le nuove pensioni anticipate tramite la quota 100 pongono un interrogativo riguardante la stima del futuro assegno, ma il calcolo appare fondamentale anche per comprendere la convenienza dell’operazione.

Economia e Finanza
Pubblicato il 26 gennaio 2019, alle ore 16:57

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Pensioni flessibili e Quota 100: ecco come funziona il calcolo dell’assegno

Con le nuove pensioni flessibili tramite la quota 100 non sarà prevista l’applicazione di alcun taglio al futuro assegno, ma il calcolo legato alla sua maturazione appare comunque centrale nella scelta del pensionando. Il differenziale infatti potrà risultare importante, visto che l’emolumento verrà corrisposto rispetto ad una storia contributiva più breve, sebbene statisticamente verrà percepito per un periodo di tempo più lungo.

Il sistema prevede comunque il mantenimento del calcolo ordinario di riferimento per il lavoratore, pertanto verranno applicate le regole del misto / retributivo nei casi in cui vi siano accrediti Inps precedenti al primo gennaio del 1996. Non vi sono inoltre limiti o vincoli particolari al tipo di contributi che è possibile far valere, con esclusione di quelli versati al di fuori del perimetro Inps (come avviene ad esempio per quei lavoratori che hanno effettuato versamenti anche nelle casse professionali).

Come funziona il conteggio e a chi è rivolto

Partendo dall’identificazione della platea dei potenziali destinatari bisogna ricordare innanzitutto i criteri di base, ovvero i 62 anni di età ed i 38 anni di contribuzione. Chiaramente il conteggio esclude coloro che risultano inseriti nel contributivo puro, perché a partire dall’inizio del 1996 possono corrispondere solo un massimo di 24 anni di versamenti. La maggior parte dei potenziali fruitori ricadrà quindi nel calcolo misto.

I versamenti ammessi restano tutti quelli resi disponibili nel nostro ordinamento, così a quelli ordinari si aggiungono i cosiddetti contributi da riscatto e quelli figurativi. Questo purché ci siano almeno 35 anni di anzianità effettiva, un vincolo che non riguarda solo la quota 100 ma tutte le tipologie di uscite anticipate. Resta inoltre percorribile il cumulo per tutte le diverse gestioni Inps.

In merito invece al calcolo, il sistema misto prevede comunque di premiare chi ha maggiore anzianità contributiva, pertanto la riduzione dell’importo dell’assegno potrebbe rivelarsi importante al diminuire dell’età di uscita dal lavoro. Anche per questo si stima che nei pensionamenti a partire dai 62 anni si rischia di far fronte a percentuali a doppia cifra, mentre chi sceglierà di anticipare di appena un anno potrebbe essere premiato con una differenza di appena il 5%.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Comprendere il meccanismo di calcolo dell’assegno con le nuove pensioni anticipate tramite quota 100 non appare un esercizio fine a se stesso, perché consente di stimare in anticipo (seppure in via spannometrica) quale sarà la differenza rispetto all’assegno ordinario. Fermo restando che per avere un’idea definitiva bisognerà comunque rivolgersi agli uffici dell’Inps oppure al proprio patronato di fiducia.

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