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Pensioni flessibili: dalla quota 100 all’opzione donna, fino all’APE sociale per il 2019

Con l’avvio del pacchetto di riforma del sistema pensionistico cambiano i criteri di accesso alle pensione anticipata nel 2019 (anche se permangono vincoli e requisiti), mentre la quiescenza di vecchiaia raggiunge i 67 anni.

Economia e Finanza
Pubblicato il 29 dicembre 2018, alle ore 13:10

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Pensioni flessibili: dalla quota 100 all’opzione donna, fino all’APE sociale per il 2019

Siamo ormai giunti alla fine dell’anno e mentre la legge di bilancio è in corso di approvazione, può essere utile fare il punto in merito a come cambieranno i requisiti di accesso alla pensione ordinaria e flessibile nel corso del 2019.

Premettiamo innanzitutto che alcuni dettagli saranno chiariti solo con il decreto del Governo in arrivo entro la metà del prossimo mese di gennaio, anche se risulta comunque possibile evidenziare lo schema di riferimento per quanto concerne le nuove regole di quiescenza.

Pensionamento

Partiamo dalla cosiddetta pensione di vecchiaia, ovvero la misura ordinaria di uscita dal lavoro per chi non riesce a maturare i requisiti utili ad una qualunque forma di prepensionamento. In questo caso dal 2019 aumenta il requisito anagrafico, raggiungendo i 67 anni di età e con almeno 20 anni di contribuzione.

Resta inoltre in vigore anche il pensionamento anticipato della legge Fornero, particolarmente utile per i lavoratori precoci e per chi ha iniziato a lavorare in giovane età. In questo caso le regole attuali prevederebbero la crescita del requisito contributivo a 43 anni e 3 mesi senza vincoli di età (un anno in meno per le donne) per via dell’aspettativa di vita, ma il meccanismo di adeguamento sarà probabilmente congelato assieme al decreto sulla quota 100. Se questa ipotesi fosse confermata, basterebbe quindi maturare i 42 anni e 10 mesi di lavoro. Contemporaneamente risulterà ancora in vigore anche l’opzione della quota 41 avviata nella precedente legislatura e destinata solo a chi possiede particolari requisiti (ad esempio l’aver maturato almeno un anno di lavoro prima dei 19 anni, oltre all’appartenenza a specifiche categorie).

Pensioni anticipate 2019: verso quota 100, proroga opzione donna e Ape sociale

Da parte dei lavoratori si registra una particolare attenzione verso l’avvio delle nuove pensioni anticipate tramite la quota 100, oltre che la proroga dell’opzione donna e dell’APE sociale. Nel primo caso si tratterà di un meccanismo che consentirà l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e con 38 anni di versamenti, con un sistema di uscita a finestre che per i privati garantirà le prime quiescenze da aprile nel privato. Per i dipendenti pubblici le prime uscite dovrebbero invece arrivare ad ottobre.

Per l’opzione donna si attende invece una proroga della misura, che dovrebbe avere requisiti leggermente diversi rispetto alla prima versione. Si parla di ottenere l’accesso all’Inps con almeno 58 anni di età (un anno in più se autonome) e 35 anni di versamenti, accettando però il ricalcolo interamente contributivo del futuro assegno. Infine, la proroga dell’APE sociale dovrebbe estendere a tutto il 2019 la possibilità di ottenere la quiescenza a partire dai 63 anni di età e 30-36 anni di contribuzione a coloro che vivono particolari si situazioni di disagio, come nel caso dei disoccupati, dei caregiver, dei lavoratori con invalidità o di chi svolge mansioni particolarmente pesanti.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Con l’arrivo del nuovo anno si delineano nuove modalità di accesso agevolato alla pensione, mentre i criteri ordinari di pensionamento sono destinati a salire ulteriormente. L’accesso alla pensione di vecchiaia dai 67 anni si contrappone ad un insieme molto articolato di opzioni di prepensionamento, i cui vincoli rischiano però di lasciare scoperta una parte della platea.

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