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Pensioni flessibili, con la Rita dei fondi complementari fino a 10 anni di anticipo

Mentre si discute sulle pensioni anticipate tramite la previdenza pubblica anche nel 2019 resterà in essere lo strumento della Rita, che permette agli iscritti dei fondi pensione un largo prepensionamento in caso di necessità.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 novembre 2018, alle ore 13:13

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Pensioni flessibili, con la Rita dei fondi complementari fino a 10 anni di anticipo

Il tema delle pensioni flessibili continua ad essere molto dibattuto per via della nuova quota 100 e degli altri provvedimenti in corso di approvazione da parte del Governo. Molti non sanno però che gli iscritti alla previdenza complementare possono già beneficiare di uno strumento che consente il prepensionamento anche con un decennio di anticipo rispetto alla previdenza pubblica.

In numeri, significa che nel 2019 chi avrà i requisiti per ricorrere a questa opzione potrà ottenere la rendita integrativa del proprio fondo già a partire dai 57 anni di età, stante che l’accesso alla pensione di vecchiaia dell’Inps sarà fissato al compimento dei 67 anni (con almeno 20 anni di contribuzione). Stiamo parlando della RITA, acronimo di Rendita Integrativa Anticipata Temporanea; una misura che si pone l’obiettivo di offrire una garanzia in più a chi dovesse trovarsi in una situazione di disagio in età avanzata.

Come si ottiene il pensionamento anticipato di 5 o 10 anni con la RITA

Entrando nel merito di questa opzione di prepensionamento, bisogna innanzitutto ricordare che i due requisiti sono l’aver deciso per tempo di aderire alla previdenza complementare iscrivendosi ad un fondo pensione (aperto o di categoria) e l’aver maturato i requisiti previsti dal legislatore per due specifiche situazioni di disagio.

Nel primo caso sarà necessario aver cessato l’attività lavorativa e aver acquisito al contempo un requisito contributivo presso l’Inps (o un istituto sostitutivo riconosciuto) di almeno 20 anni di contribuzione. Bisognerà al contempo aver maturato almeno 5 anni di anzianità presso il fondo pensione e non essere distanti più di cinque anni dalla pensione di vecchiaia. Il secondo scenario di accesso consente invece la richiesta della Rita a 10 anni dalla pensione di vecchiaia (cioè alla maturazione di 57 anni nel 2019) a chi è disoccupato da più di 24 mesi ed ha almeno un’anzianità nella previdenza complementare di 5 anni.

I richiedenti possono inoltre beneficiare di un regime fiscale di vantaggio, che prevede l’applicazione dell’aliquota minima  (dal 9% al 15% a seconda degli anni di permanenza nella previdenza complementare), mentre in alternativa è possibile anche scegliere di assoggettare i redditi derivanti dalla RITA a tassazione ordinaria, nel caso in cui questa risulti più favorevole.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La RITA rappresenta un’alternativa interessante per tutti gli iscritti alla previdenza complementare che si trovano in situazioni di disagio in età avanzata (con un anticipo massimo di 10 anni) o semplicemente che vogliono anticipare di 5 anni il proprio pensionamento (a patto di accettare la contestuale cessazione dell’attività lavorativa). Si tratta di un’opzione che può inoltre essere cumulabile con altri meccanismi di prepensionamento, come nel caso dell’APE volontaria.

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