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Pensioni e legge di bilancio 2022: chi potrà chiedere l’anticipo

Le pensioni al vaglio della riforma prevista nella legge di bilancio 2022: lo schema di riferimento prevede meno flessibilità, si attende la discussione parlamentare, ma i sindacati si preparano allo scontro.

Economia e Finanza
Pubblicato il 10 novembre 2021, alle ore 14:36

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Pensioni e legge di bilancio 2022: chi potrà chiedere l’anticipo

Le pensioni anticipate previste all’interno della legge di bilancio 2022 consentiranno una flessibilità moderata. I provvedimenti approvati dal governo puntano ad alleviare la fine della quota 100 e il ripristino dei requisiti secondo la legge Fornero. Ma i sindacati attendono da tempo di veder cambiare il sistema in modo profondo. Nelle scorse ore il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli è tornato a replicare all’esecutivo, in vista di un incontro con il ministro Orlando.

Dopo dieci mesi che sul tema della previdenza si gira a vuoto e nessuna risposta viene data alle richieste sindacali, ci chiediamo perché questo tavolo finalizzato a una riforma strutturale del sistema non venga immediatamente aperto”, evidenzia il sindacalista. Per  le parti sociali, la riforma del sistema previdenziale è urgente e non può essere rinviata al prossimo anno.

Riforma pensioni 2022: il quadro della situazione su chi potrà chiedere l’anticipo

Le richieste della Cgil e della piattaforma unitaria (Cisl e Uil) al governo sono chiare: serve cambiare l’impostazione della legge di bilancio per ribadire la priorità del lavoro, dell’occupazione, delle pensioni e delle protezioni sociali. Al momento l’impostazione della manovra prevede di garantire la flessibilità in uscita tramite tre diversi provvedimenti.

Il primo è la pensione anticipata tramite quota 102 (64 anni di età e 38 anni di versamenti), che scatterebbe con due anni di aggravio sul requisito anagrafico in confronto alla quota 100. Quest’ultima terminerà il prossimo 31 dicembre 2021 e non sarà rinnovata, lasciando uno scalone per coloro che non riusciranno a maturare in tempo utile i requisiti di legge. Il secondo provvedimento contempla il rinnovo e l’estensione dell’APE sociale (63 anni di età e 30-36 anni di versamenti). In questo caso, si prevede l’allargamento della platea in favore di nuove attività riconosciute come gravose.

Il terzo punto è il rinnovo dell’opzione donna (58-59 anni di età e 35 anni di versamenti). L’opzione prevede il ricalcolo contributivo puro e una finestra di attesa di 12 mesi (che si estendono a 18 mesi per le autonome). Si tratta di misure di buon senso, ma che restano lontane da una vera e propria riforma del sistema pensionistico pubblico e dalle reali necessità dei lavoratori.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il confronto tra governo e sindacati sulle pensioni flessibili continua a restare teso. La distanza tra le proposte avanzate dal governo e inserite nella legge di bilancio 2022 rispetto alle richieste delle parti sociali continua a restare ampia. Anche per questo motivo i sindacati si preparano alla mobilitazione e a nuovi scioperi, che potrebbero concretizzarsi nelle prossime settimane.

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