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Pensioni e legge di bilancio 2020: duro il giudizio di Pedretti della Spi-Cgil

Dai sindacati arriva un nuovo allarme sulle pensioni e sul mancato accoglimento delle richieste nella nuova legge di bilancio 2020. Si prospetta una nuova mobilitazione, appuntamento per il 16 novembre a Roma.

Economia e Finanza
Pubblicato il 25 ottobre 2019, alle ore 09:11

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Pensioni e legge di bilancio 2020: duro il giudizio di Pedretti della Spi-Cgil

Le parti sociali tornano a mobilitarsi contro il governo dopo aver rilevato il mancato ascolto e accoglimento delle richieste in favore dei pensionati. A fare il punto della situazione ed a lanciare un nuovo allarme sulla questione è stato nella giornata di ieri il Segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, pubblicando un nuovo video all’interno del proprio profilo Facebook.

Secondo quanto riportato dal sindacalista, i pensionati risultano “invisibili, ignorati, inascoltati. Come se non esistessero” visto che “il governo si è dimenticato ancora una volta di noi” nonostante “siamo 16 milioni e corrispondiamo ad un terzo della popolazione”.

Ed ancora, l’esponente della Cgil ricorda che proprio i pensionati pagano le tasse fino all’ultimo centesimo e si sono fatti carico in questi anni di un Paese in crisi. “Abbiamo dato una mano, abbiamo sostenuto le nostre famiglie in difficoltà e non potevamo non farlo, perché siamo fatti così. Per questo ci arrabbiamo quando ci dicono che siamo degli egoisti”.

Pedretti (Spi-Cgil): “ora c’è pure chi ci vorrebbe togliere il diritto di voto”

Non è mancato poi, all’interno del video diffuso da Pedretti, un chiaro allarme rispetto alla proposta avanzata negli scorsi giorni da Beppe Grillo. “Ora c’è pure chi ci vorrebbe togliere il diritto di voto”, ha ricordato nel proprio video, parlando di un atteggiamento folle e lontano da quelle che potrebbero apparire come delle semplici battute.

Infine, il sindacalista ha ricordato le richieste che erano state avanzate nelle scorse settimane al nuovo esecutivo giallo-rosso, e sulle quali si attende ancora una risposta. Si tratta di avviare una legge nazionale in grado di tutelare le persone non autosufficienti, di rivalutare gli assegni, di estendere la quattordicesima mensilità e di abbassare l’imposizione fiscale. “Non abbiamo chiesto la luna e non pretendiamo tutto e subito”, conclude Pedretti, ricordando però che il cambio di passo è tanto atteso quanto ritenuto indispensabile. 

Per questi motivi, la piattaforma unitaria (composta da Cgil, Cisl e Uil) scenderà di nuovo in piazza a Roma il prossimo 16 novembre 2019 al Circo Massimo, in una giornata di lotta ed orgoglio per rilanciare le rivendicazioni dei pensionati e chiedere all’esecutivo di essere finalmente ascoltati. 

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le parti sociali si preparano ad una nuova mobilitazione dopo aver riscontrato che le richieste di tutela avanzate in favore dei pensionati non hanno trovato l’accoglimento desiderato all’interno della legge di bilancio 2020. Si tratterà ora di vedere in che modo risponderà il governo, visto che questo primo passaggio potrebbe essere solo l’avvio di una stagione di rivendicazioni sindacali.

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