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Pensioni, dal 2022 fino a 850 euro in più

Sulle pensioni a partire dal 2022 potrebbero concretizzarsi fino a 850 euro in più: è l’effetto delle indiscrezioni in merito al possibile aumento della no tax area e del taglio dell’Irpef.

Economia e Finanza
Pubblicato il 6 dicembre 2021, alle ore 13:11

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Pensioni, dal 2022 fino a 850 euro in più

Pensioni verso un aumento a partire da gennaio 2022. Si tratta del possibile effetto dovuto all’incremento della no tax area, a oggi ferma a 8130 euro per coloro che percepiscono un reddito di natura previdenziale. Le ultime notizie in merito alla discussione sulla riforma del fisco prospettano infatti un beneficio importante, che si aggiunge alla rivalutazione degli assegni programmata per il prossimo anno.

È chiaro che il computo preciso lo si potrà fare solo a riforma approvata. La prospettiva per una crescita delle pensioni è importante soprattutto per i redditi medi e bassi, che si trovano a far fronte alla crisi economica e all’aumento dei prezzi dovuto alla crescita dell’inflazione. D’altra parte, le rivalutazioni degli assegni previdenziali sono risultate basse ormai da anni.

Pensioni, cosa cambia a partire dal 2022 e perché si potrà beneficiare di un assegno più alto a gennaio

Stante la situazione appena descritta, la principale novità per il 2022 in merito all’importo delle pensioni riguarda la possibile modifica (migliorativa) alla no tax area. Quest’ultima potrebbe passare dalle attuali 8130 euro a 8500 euro. A questo primo beneficio dovrebbe aggiungersi anche la piena rivalutazione delle pensioni per coloro che percepiscono assegni bassi.

Come già detto, si tratta di un passaggio importante visto il forte crescere dell’inflazione registratasi negli ultimi mesi. Oltre a ciò, nel prossimo anno potrebbe concretizzarsi anche un taglio alle aliquote Irpef. I maggiori beneficiari di quest’ultimo provvedimento dovrebbero essere i pensionati ai quali viene applicata un’aliquota del 27%, che potrebbe passare al 25%. Per coloro che si vedono applicare l’aliquota al 38% ci sarà un taglio del 3% al 35%. Infine, l’aliquota al 43% scenderà al 41%.

Facendo il computo dei possibili benefici, chi percepisce una pensione lorda da circa 10mila euro potrà ottenere circa 200 euro d’incremento. Chi rientra nei 18mila euro lordi otterrà circa 318 euro in più l ‘anno, mentre si passerà a 456 euro per pensioni lorde da 22mila euro e 593 euro l’anno per pensioni da 26mila. Infine, coloro che percepiscono pensioni da 30mila euro beneficeranno di 687 euro in più l’anno, mentre con un lordo di 34mila euro si otterranno 850 euro di maggiorazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le nuove misure allo studio sulle pensioni puntano a garantire una maggiore capacità reddituale in favore di coloro che percepiscono un assegno previdenziale. Si tratta di una prospettiva importante per le singole famiglie, che si trovano a confrontarsi con un ritorno di fiamma dell’inflazione. Ma anche in senso generale per l’economia, visto che si prospetta una possibile crescita dei consumi.

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