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Pensioni, con l’aumento dell’età nuovo crollo delle uscite

La rigidità delle attuali regole di pensionamento continua a farsi sentire, facendo crollare gli assegni previdenziali erogati nel corso del 2018: ecco i dati presentati al riguardo nel nuovo rapporto dell’Inps.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 gennaio 2019, alle ore 18:30

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Pensioni, con l’aumento dell’età nuovo crollo delle uscite

Il 2018 registra una diminuzione nell’erogazione delle pensioni da parte dell’Inps, mentre sale ancora l’età media alla quale si esce dal lavoro. A certificare che la legge Fornero continua a maturare i propri effetti sul comparto previdenziale è lo stesso Istituto pubblico di previdenza, diffondendo un nuovo rapporto sull’andamento delle domande nel corso dell’anno passato.

Il dossier appena pubblicato indaga in particolare la situazione della cosiddetta AGO (acronimo per Assicurazione Generale Obbligatoria, che rappresenta la principale gestione in capo all’INPS) raccogliendo i contributi dei lavoratori dipendenti privati oltre che di alcune gestioni autonome, degli artigiani, dei commercianti e degli autonomi para-subordinati. Mentre nello stesso conteggio sono inclusi anche i cosiddetti assegni sociali, erogati in favore di chi possiede determinati requisiti di legge e senza legame con i contributi effettivamente versati.

Dati Inps 2018: il rapporto mostra la diminuzione dei nuovi assegni erogati dall’Istituto di previdenza

Stante la situazione appena descritta, il quadro che emerge dal rapporto mette in luce proprio l’effetto della Manovra Fornero sulle nuove erogazioni. I dati dimostrano infatti che rispetto al 2017 l’Inps ha erogato più del 20% in meno di nuovi assegni, essendo passati quest’ultimi da oltre 600mila a poco più di 480mila. Numeri eloquenti e che possono aiutare a comporre un quadro della situazione migliore di molte analisi e spiegazioni che si sono susseguite dall’approvazione della Manovra risalente all’ormai lontano 2011 fino ad oggi.

Entrando nello specifico dei dati elaborati e diffusi dai tecnici, si può notare anche che l’erogazione delle pensioni di vecchiaia è scesa di oltre il 39% e ad un livello più basso delle pensioni anticipate. Sono inoltre calate di oltre il 10% anche le pensioni di invalidità e gli assegni versati ai superstiti.

Per quanto riguarda il fondo dedicato ai lavoratori dipendenti, si è quindi evidenziata una media di uscita a 66,4 anni per le pensioni di vecchiaia (nel 2017 l’età si fermava invece a 65,9 anni), mentre sono rimasti pressoché invariati gli assegni liquidati con l’uscita di anzianità (con un’età media di 60,7 anni). Si registra in crescita anche l’età di uscita per gli autonomi e per le altre gestioni, mentre per quanto riguarda gli assegni sociali si nota un forte calo delle nuove erogazioni, dovuto alla crescita del vincolo anagrafico. Quest’ultimo è infatti passato dai 65 anni e 7 mesi del 2017 ai 66 anni e 7 mesi di età del 2018, richiedendo la maturazione di 12 mesi in più per poter accedere al beneficio di welfare.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La fotografia scattata dal nuovo rapporto dell’INPS mette in luce gli effetti dei risparmi dovuti alla legge Fornero ed alla rigidità che si è imposta nei criteri di accesso alla pensione. Non sorprende quindi la forte attenzione dei contribuenti verso ogni proposta politica che punta a semplificare e rendere maggiormente flessibile l’ottenimento della tanto attesa quiescenza.

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