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Pensioni anticipate, l’altolà della Cgil al ricalcolo contributivo: dalle simulazioni tagli del 30%

Le parti sociali prendono posizione contro il possibile scambio tra pensioni flessibili e penalizzazioni dovute al sistema contributivo puro. Troppo elevata la perdita sull’assegno.

Economia e Finanza
Pubblicato il 11 febbraio 2020, alle ore 08:50

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Pensioni anticipate, l’altolà della Cgil al ricalcolo contributivo: dalle simulazioni tagli del 30%

Dalla Cgil arriva un secco no alla possibilità di avviare la flessibilità previdenziale ricorrendo al ricalcolo interamente contributivo del proprio assegno. Un meccanismo di conversione del montante in rendita pensionistica che rischia di avere pesanti ripercussioni per i lavoratori che attualmente risultano inseriti all’interno del sistema retributivo o misto. La motivazione emerge dalle ultime stime tecniche condotte dal sindacato, le quali evidenziano proiezioni preoccupanti.

Secondo le elaborazioni più recenti, l’applicazione del contributivo puro rischierebbe di determinare tagli negli importi degli assegni erogati fino al 32%. La simulazione deriva dai conteggi che vengono già effettuati per l’accesso alla pensione tramite la cosiddetta Opzione Donna. Quest’ultima consente l’accesso anticipato all’Inps proprio accettando la penalizzazione dell’emolumento con l’adozione dei coefficienti di conversione in rendita.

La stima fatta dalla Cgil si basa, in particolare, sui contribuenti che rientrano del cosiddetto sistema misto, ovvero su coloro che al termine del 1995 potevano vantare meno di 18 anni di versamenti. In questo caso, per ogni pensionato lo Stato potrebbe ottenere un vantaggio medio nell’intera corresponsione dell’assegno di circa 80 mila euro. Denaro che verrà però a mancare nelle tasche di coloro che avranno ottenuto l’agognata quiescenza con tale sistema.

Riforma pensioni, perdite più elevate per chi ha più versamenti retributivi

Stante la situazione appena evidenziata, appare chiaro che i lavoratori con una maggiore storia di versamenti all’interno del sistema misto risulterebbero più penalizzati nel momento in cui dovessero accettare un ricalcolo interamente contributivo. Per gli stessi motivi la penalizzazione si riduce man mano che i versamenti effettuati entro il 31 dicembre del 1995 diminuiscono.

In linea generale, la Cgil resta comunque fortemente contraria a barattare un qualsiasi meccanismo di accesso anticipato alla pensione con l’adozione di un ricalcolo interamente contributivo, visto il forte e drastico calo che si produrrebbe sull’assegno. Per questo motivo, il sindacato pone un fermo rifiuto a qualsiasi nuovo meccanismo di flessibilità che preveda una tale ipotesi di scambio.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le ultime dichiarazioni in arrivo dai sindacati escludono con forza l’ipotesi di avviare la flessibilità previdenziale ricorrendo al contributivo puro. Il problema non è solo il taglio a doppia percentuale degli assegni, ma anche la mancanza di un meccanismo di protezione o di adeguamento alla minima in grado di calmierare tali riduzioni per coloro che si trovassero a percepire assegni troppo bassi.

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