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Pensioni anticipate e Quota 100: ecco la situazione aggiornata per docenti e ATA

Gli ultimi rilievi in arrivo dall’Inps sulle nuove pensioni anticipata a partire dai 62 anni di età e 38 anni di contribuzione nella scuola vedono crescere il numero delle richieste, mentre resta ancora da sbloccare la situazione del turn over.

Economia e Finanza
Pubblicato il 21 febbraio 2019, alle ore 18:00

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Pensioni anticipate e Quota 100: ecco la situazione aggiornata per docenti e ATA

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del “decretone” ha preso il via anche nella scuola la nuova opzione di quiescenza flessibile tramite quota 100, una misura che consente nel settore pubblico l’uscita anticipata a partire dai 62 anni di età e dai 38 anni di contribuzione. Prendendo come riferimento i numeri più recenti forniti dall’Inps al riguardo il provvedimento sembra essere ben accolto all’interno del comparto scolastico, sebbene le statistiche registrino un riscontro inferiore rispetto alle attese ed alle potenziali stime iniziali.

Molto potrebbe dipendere dal fatto che attualmente la nuova opzione di uscita può essere oggetto di nuove modifiche, stante che la definitiva conversione in legge è in discussione presso il Parlamento. L’iter dovrà comunque concludersi non oltre i 60 giorni dalla pubblicazione del DL sul pacchetto pensioni in Gazzetta Ufficiale, pertanto vista la prossima scadenza una parte degli insegnanti e del personale tecnico potrebbe aver deciso di attendere qualche settimana prima di avviare la pratica di pensionamento. Nella giornata di ieri i docenti che hanno presentato domanda all’Inps per mezzo della nuova opzione risultano 7047, mentre i lavoratori ATA sono 1290. A questi bisogna poi aggiungere i dirigenti scolastici; in questo caso specifico l’Istituto pubblico ha conteggiato ulteriori 188 pratiche di quiescenza agevolata.

Pensioni Quota 100 per il settore scolastico

Al quadro della situazione appena delineato bisogna aggiungere anche le richieste di pensionamento che risultano già inoltrate entro il 12 dicembre, pertanto il numero complessivo delle uscite potrebbe arrivare a toccare le 40 – 45mila unità. Ovviamente molto dipenderà anche dall’esito delle verifiche delle pratiche inviate, posto che l’Inps dovrà effettuare gli ordinari controlli finalizzati all’effettiva maturazione dei requisiti di accesso.

Il volume delle richieste impone però una riflessione in merito al turn over del personale interno alla scuola, stante che si è ancora in attesa di riscontri definitivi in merito ai concorsi in grado di garantire l’inserimento di nuovo personale all’interno delle aule. Non a caso, il legislatore ha previsto delle finestre specifiche per la maturazione della data di accesso alla pensione di coloro che lavorano nel comparto scolastico.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il comparto della scuola attendeva da tempo un’opzione di flessibilità previdenziale utile per poter anticipare l’uscita dal lavoro. La quota 100 sembra aver accolto solo parzialmente queste rivendicazioni, visto il moderato successo che sta incontrando in questo specifico settore. Una parte importante potrebbe però averla giocata anche la riduzione nell’importo dell’assegno, visto che quest’ultimo risulterà certamente inferiore rispetto ad un’uscita dal lavoro con i criteri ordinari.

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