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Pensioni anticipate e quota 100: all’Inps pervenute oltre 109mila domande

Dall’Istituto pubblico di previdenza arrivano nuovi aggiornamenti in merito alle domande di accesso alla pensione tramite Q100: prosegue il trend di crescita, ma le donne continuano ad essere in minoranza.

Economia e Finanza
Pubblicato il 3 aprile 2019, alle ore 15:17

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Pensioni anticipate e quota 100: all’Inps pervenute oltre 109mila domande

Nella giornata di ieri l’Inps ha segnalato i nuovi dati in merito alle richieste di accesso alla pensione anticipata tramite quota 100, ovvero l’opzione che consente l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. Mentre la discussione politica sulla misura continua a rimanere accesa, il trend di richieste conferma l’interesse dei potenziali fruitori rispetto alla nuova opzione.

Secondo le statistiche più recenti, le pratiche di accesso agevolato inoltrate dai cittadini hanno raggiunto le 109579 unità. Interessante è anche l’analisi dei flussi: si conferma ad esempio la sostanziale parità tra le richieste prodotte dai dipendenti del settore privato e quelle direttamente collegate alla pubblica amministrazione. Infatti, nel primo caso le domande in arrivo registrate dall’Inps sono state 38798, mentre nel secondo 37333.

Uscite flessibili e quota 100: si conferma il problema delle differenze di genere

Resta purtroppo ancora in essere la problematica delle differenze di genere. Le pratiche di prepensionamento inoltrate dalle donne continuano a restare una piccola minoranza rispetto a quelle prodotte dagli uomini. In particolare, su quasi 110mila lavorazioni complessive, agli uomini ne corrispondono circa 80mila, mentre la parte restante (29mila domande) è attribuibile al genere femminile.

È chiaro che nonostante il passo in avanti realizzato con la recente approvazione del decretone rispetto alla rigidità prodotta dalla legge Fornero, resta ancora molto lavoro da fare per poter ripristinare maggiore equità e flessibilità all’interno del sistema previdenziale. A dimostrarlo non è solo il problema del gender gap, mitigato parzialmente dalla proroga delle pensioni anticipate tramite opzione donna.

Lo stesso Governo si è infatti impegnato a proseguire l’azione di riforma e flessibilizzazione del sistema pensionistico pubblico, puntando nel corso della legislatura a garantire l’uscita anticipata dal lavoro indipendentemente dall’età anagrafica ed al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione per tutti. Un obiettivo che dovrà necessariamente essere centrato nel prossimo futuro, se si considera che la quota 100 è nata come sperimentazione di natura triennale.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le nuove pensioni anticipate tramite quota 100 continuano a riscontrare l’interesse dei lavoratori, così come dimostrato dal trend di crescita delle domande di accesso all’opzione inviate all’Inps. Nonostante ciò, resta ancora molto lavoro da compiere per poter flessibilizzare davvero il sistema previdenziale italiano perché purtroppo la legge Fornero non può essere considerata come completamente superata.

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