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Pensioni anticipate e LdB2022: mediazione a 64-65 anni con la quota 103

La discussione sulla riforma delle pensioni anticipate per l’inserimento delle misure nella prossima legge di bilancio: si tenta la mediazione a quota 103.

Economia e Finanza
Pubblicato il 22 ottobre 2021, alle ore 13:01

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Pensioni anticipate e LdB2022: mediazione a 64-65 anni con la quota 103

La riforma delle pensioni anticipate nel 2022 continua a registrare nuove ipotesi, con l’arrivo di una ulteriore proposta finalizzata a gestire lo scalone dettato dalla fine di quota 100. Il governo è al lavoro sulla necessità di evitare il concretizzarsi di uno scalone dal prossimo 1° gennaio 2021. Dopo tale scadenza e senza ulteriori interventi, prenderà forma il ripristino delle regole ordinarie previste con la legge Fornero. Ma sulla base delle attuali ipotesi attuative, un peggioramento dei requisiti di accesso alla pensione sembra comunque inevitabile.

Di fatto, lo scalone potrebbe essere sostituito da uno scalino più morbido e graduale. L’ultima proposta in discussione riguarda la quota 103, un’opzione che potrebbe garantire l‘uscita dal lavoro attorno ai 65 anni di età e con almeno 38 anni di versamenti. In alternativa, i lavoratori che vivono situazioni di disagio potrebbero usufruire di un rafforzamento dell’Ape sociale.

L’opzione consente il pensionamento a partire da 63 anni di età e con almeno 30-36 anni di versamenti, in base alla specifica situazione di difficoltà vissuta dal lavoratore. Il governo punta all’allargamento della lista dei lavori gravosi, così da ampliare la platea dei potenziali beneficiari.

Riforma pensioni, i sindacati contrari alle uscite anticipate con la quota 103

Sulla questione resta comunque ferma la contrarietà dei sindacati. Attraverso la piattaforma unitaria composta da Cgil, Cisl e Uil, le parti sociali chiedono una riforma delle pensioni in grado di garantire a tutti i lavoratori un’uscita a partire dai 62 anni di età (oppure con 41 anni di versamenti). Si tratta di parametri che sarebbero giustificati anche nei costi, vista la progressiva prevalenza del calcolo contributivo nella determinazione dell’assegno pensionistico.

Le regole ordinarie di accesso alla pensione richiedono nel 2022 almeno 67 anni di età e 20 anni di versamenti. In alternativa, la pensione anticipata della legge Fornero prevede la maturazione di 42 anni e 10 mesi di versamenti (un anno in meno per le donne). L’ipotesi della quota 103 dai 65 anni consentirebbe quindi appena due anni di sconto rispetto ai requisiti ordinari dell’uscita di vecchiaia.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La riforma delle pensioni passa per una difficile mediazione. La fine della quota 100 pone la necessità di un intervento all’interno della legge di bilancio 2022, ma il governo sembra voler puntare a un compromesso al ribasso. Motivo per il quale il confronto con i sindacati potrebbe accendersi nelle prossime settimane, con esiti attualmente non prevedibili per i lavoratori.

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