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Pensioni anticipate: dal 2019 stop all’APE sociale, al via la Quota 100 dai 64 anni e un nuovo contributo di solidarietà

L'esponente del Governo Alberto Brambilla conferma le intenzioni del Governo sulla riforma previdenziale: la quota 100 potrebbe partire solo dai 64 anni di età.

Economia e Finanza
Pubblicato il 27 luglio 2018, alle ore 16:21

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Pensioni anticipate: dal 2019 stop all’APE sociale, al via la Quota 100 dai 64 anni e un nuovo contributo di solidarietà

Dall’area governativa arrivano nuove conferme circa le ipotesi di riforma del sistema previdenziale che sono circolate nelle ultime settimane. In particolare, emergono dettagli interessanti riguardo alle modalità con cui saranno portati avanti i provvedimenti di flessibilizzazione del sistema pensionistico, posto che la ricerca di una quadra sui conti comporterà anche dei sacrifici.

Il comparto previdenziale resta infatti oggetto di un attento monitoraggio dal punto di vista dei costi, perché se da un lato bisogna cercare di accogliere le richieste dei lavoratori in merito alla semplificazione dell’accesso alla pensione, dall’altro lato bisognerà garantire che il pagamento degli assegni resti sostenibile. È così che dal prossimo anno terminerà ufficialmente la sperimentazione in corso sull’APE sociale. Si tratta di uno strumento rivolto solo ad una specifica platea di lavoratori in stato di disagio, ma che consentiva agli aventi diritto (in grado di dimostrare i requisiti previsti dalla legge) di ottenere l’agognata quiescenza senza penalizzazioni ed a partire dalla maturazione di 63 anni d’età.

Il nuovo taglio alle pensioni più alte per reperire le risorse da destinare alla flessibilità

Stante la situazione appena descritta, secondo l’esponente di area leghista ed esperto previdenziale Alberto Brambilla, la conclusione dell’APE sociale dovrebbe riuscire a portare nelle casse pubbliche dai 3 ai 3,5 miliardi di euro. A queste risorse dovrebbero aggiungersi anche quelle derivanti da un nuovo contributo di solidarietà.

Il ragionamento sui conti in atto avrebbe infatti portato a sostituire il ricalcolo degli assegni sopra i 4mila euro proprio con un contributo di solidarietà. Inizialmente sarà di durata triennale (in modo da non essere contestabile dalla Corte Costituzionale), mentre per quanto concerne il metodo di calcolo risulterà “ragionevole e progressivo“, oltre che proporzionato all’assegno. Come soglia di ingresso, le ipotesi più recenti parlano di quattro volte il minimo (cioè circa 2mila euro lorde). L’obiettivo è di ricavare un ulteriore miliardo e mezzo di euro.

La pensione anticipata tramite la Quota 100 ed il vincolo dei 64 anni

Infine, per le misure di flessibilizzazione in corso di approvazione, torna ancora una volta in auge la cosiddetta quota 100 con vincolo anagrafico. Il provvedimento dovrebbe infatti consentire di uscire dal lavoro unendo età ed anzianità di contribuzione, ma con un paletto fissato ad almeno 64 anni (e quindi con 36 anni di contribuzione).

Un’opzione sulla quale Brambilla sottolinea la maggior universalità rispetto all’APE sociale, che era destinata solo ad una parte della platea dei lavoratori (come nel caso delle quindici attività gravose). Resta il fatto che anche il vincolo anagrafico, se effettivamente confermato, potrebbe contenere il numero degli ingressi agevolati nell’Inps (con beneficio per le casse pubbliche, ma ad evidente svantaggio dei lavoratori in età avanzata).

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le ultime novità in arrivo dal Governo rispetto alla flessibilità previdenziale sembrano confermare le ipotesi circolate nelle ultime settimane circa la necessità di aggiungere dei vincoli alla flessibilità previdenziale, al fine di garantirne la sostenibilità nel medio e lungo termine. Purtroppo se tale scenario diventasse definitivo la nuova Quota 100 potrebbe diventare accessibile ai lavoratori solo a partire dai 64 anni di età.

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