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Pensioni anticipate, c’è l’ok al DL crescita: via libera allo scivolo di 5 anni, ma non per tutti

Nella scorsa settimana è arrivato il via libera al DL crescita, diventato legge il 27 giugno. Importanti le novità per riavviare il turn over nelle grandi aziende, con nuove possibilità di prepensionamento per i lavoratori in età avanzata.

Economia e Finanza
Pubblicato il 1 luglio 2019, alle ore 07:57

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Pensioni anticipate, c’è l’ok al DL crescita: via libera allo scivolo di 5 anni, ma non per tutti

Nelle ultime settimane si è molto parlato del cosiddetto scivolo pensionistico legato al DL crescita, grazie al quale per molti lavoratori sarà possibile ottenere uno “sconto” sui criteri di uscita dal lavoro rispetto a quelli previsti in via ordinaria attraverso la cosiddetta pensione di vecchiaia. Nella pratica, per chi vedrà realizzarsi tutte le condizioni previste dalla norma, sarà possibile andare in pensione con 5 anni di anticipo (rispetto ai 7 ipotizzati inizialmente).

Ottenere lo scivolo non sarà però scontato. Per poter beneficiare del provvedimento, bisognerà innanzitutto far parte di un gruppo aziendale con più di 1.000 dipendenti. Oltre a ciò, sarà necessario che il proprio datore di lavoro abbia in corso una riorganizzazione secondo le modalità previste dal nuovo impianto normativo (che prevede espressamente l’agevolazione con l’idea di favorire il ricambio generazionale).

I requisiti previsti dal DL crescita per andare in pensione 5 anni prima 

Entrando nel merito di quanto approvato lo scorso 27/6, ad interessare è in particolare il computo dei requisiti da possedere per poter beneficiare del prepensionamento. Bisogna innanzitutto evidenziare che non sarà una scelta a disposizione del lavoratore, ma il meccanismo dovrà essere preventivamente attivato su volontà e proposta dell’azienda.

Detto ciò, potranno quindi accedere al nuovo scivolo tutti i lavoratori ai quali manchino non più di 60 mesi dalla maturazione della pensione di vecchiaia, che prevede il raggiungimento di 67 anni di età e almeno 20 anni di versamenti. Bisogna altresì evidenziare che il requisito minimo dei versamenti risulta imprescindibile da maturare insieme all’anzianità lavorativa. Nel corso dello scivolo, i lavoratori riceveranno quindi un’indennità, che sarà commisurata al trattamento previdenziale lordo maturato fino all’accettazione dell’anticipo pensionistico.

Per il resto, non vi saranno penalizzazioni in capo ai pensionandi. Il costo dell’operazione viene sostenuto dall’azienda, che potrà fare ricorso agli appositi fondi di solidarietà già previsti nel settore (oppure a nuovi fondi in fase di sostituzione). La misura rientra nel cosiddetto contratto di espansione (in sostituzione del contratto di solidarietà). Avrà una valenza di carattere sperimentale e sarà quindi in funzione nel corso del 2019 e del 2020.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il nuovo scivolo pensionistico rappresenta un’opportunità interessante di prepensionamento per i lavoratori che non rientrano nelle diverse modalità di flessibilità previdenziale già previste dal nostro ordinamento. Resta però di fatto per i lavoratori la presenza di numerosi vincoli all’accesso, come la necessità di essere impiegati presso grandi aziende e la natura sperimentale e limitata nel tempo dell’operazione.

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