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Pensioni anticipate 2019: conto alla rovescia per Quota 100, proroga opzione donna ed ape sociale

Grande attesa per la partenza della sperimentazione sulle pensioni anticipate tramite quota 100, mentre per le lavoratrici torna a riaprirsi la possibilità dell’opzione donna.

Economia e Finanza
Pubblicato il 4 gennaio 2019, alle ore 13:54

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Pensioni anticipate 2019: conto alla rovescia per Quota 100, proroga opzione donna ed ape sociale

Gli occhi dei lavoratori restano puntati sul decreto del Governo in arrivo nella prossima settimana, all’interno del quale si chiariranno finalmente i criteri di accesso alle nuove misure di pensionamento anticipato. Tra le nuove opzioni in corso di approvazione e le proroghe riguardanti provvedimenti ormai scaduti, sono molti i capitoli che dovrebbero trovare conferma.

L’attesa è giustificabile anche dal fatto che finora la legge di bilancio 2019 ha fissato in via generale le novità in arrivo con la riforma del sistema previdenziale, ma ha omesso di indicare i dettagli sulle decorrenze, così come la distribuzione delle risorse. Non si tratta di una questione secondaria, visto che proprio da questi due elementi dipenderà la platea dei lavoratori potenzialmente interessati alle opzioni di prepensionamento, così come l’effettivo successo delle nuove misure.

Chiarimenti

Così, se la misura principale scelta dal Governo per avviare il superamento della legge Fornero resta la quota 100, i provvedimenti collegati rimangono numerosi. Si parte con la proroga dell’opzione donna, che dovrebbe consentire il pensionamento a partire dai 58 anni di età (un anno in più per le autonome) e 35 anni di contribuzione. La misura sarà collegata, come già avveniva in passato, al ricalcolo contributivo dell’assegno, pertanto le lavoratrici dovranno fare un attento esame di convenienza, soprattutto se hanno “a portata” di maturazione altre opzioni di prepensionamento.

Con la proroga dell’APE sociale si confermano invece le tutele per quei lavoratori in situazioni di disagio che possiedono almeno 63 anni di età e 30-36 anni di contribuzione (ad esempio i caregiver, gli invalidi o chi è impegnato in mansioni gravose). Mentre per i lavoratori precoci è previsto il congelamento dell’aumento dei criteri di quiescenza per l’adeguamento all’aspettativa di vita, confermando così la pensione anticipata della legge Fornero con 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne) e la quota 41 per chi possiede almeno 12 mesi di versamenti prima del 19mo anno di età (e risulta inserito nei profili individuati dal legislatore).

Rispetto poi alle informazioni iniziali, anche per la quota 100 dovrebbero arrivare novità interessanti. La sperimentazione triennale (in programma dal 2019 al 2021) dovrebbe infatti agire in tandem con la pace contributiva (anch’essa in probabile scadenza nel 2021), in modo da garantire il possibile riscatto (per un massimo di un quinquennio) di eventuali buchi contributivi risalenti a non prima il 1° gennaio del 1996. Un meccanismo che nelle intenzioni del legislatore potrebbe aprire la nuova opzione di pensionamento dai 62 anni ad una platea più ampia.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Con l’arrivo del decreto riguardante il pacchetto pensioni sarà finalmente possibile scoprire quali saranno le effettive decorrenze delle nuove opzioni di flessibilità previdenziale, ma si verrà anche a conoscenza della distribuzione delle risorse. Appare quindi chiaro perché l’attesa sia così sentita da moltissimi lavoratori rimasti incastrati nella rigidità delle attuali regole di accesso all’Inps.

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