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Pensioni, allarme Inps per le ultime proiezioni di spesa esplosive

I recenti dati in arrivo dall’Inps mettono in allarme riguardo la spesa per le pensioni pubbliche erogate in favore dei cittadini. Nei prossimi 20 anni i costi sono destinati a raddoppiare.

Economia e Finanza
Pubblicato il 18 giugno 2019, alle ore 09:58

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Pensioni, allarme Inps per le ultime proiezioni di spesa esplosive

Dai recenti dati diffusi dall’Inps emerge un nuovo allarme in merito alla spesa pensionistica ed alla capacità delle casse pubbliche di sostenerla nel tempo. Una situazione che è destinata ad esplodere con tutte le sue conseguenze e che non appare scontata da disinnescare, visto che da più parti si parla apertamente di una vera e propria bomba previdenziale.

A supporto di quanto appena evidenziato vi sono i numeri. Entro il 2040 la spesa che lo Stato sarà tenuto a sostenere per pagare gli assegni pensionistici è destinata a raddoppiare. Secondo le stime elaborate dallo stesso istituto previdenziale, in tale anno gli assegni da pagare in favore dei beneficiari dovrebbero raggiungere i 9,3 milioni. Rispetto ad oggi si tratta di una crescita di circa il 7%, dovuta perlopiù all’uscita dei cosiddetti baby boomer.

Anche dal punto di vista degli importi si parla mediamente di circa 27mila euro lordi, con una crescita importante dell’erogazione rispetto a quanto viene pagato oggi ai pensionati. In questo caso, la crescita rispetto al fabbisogno attuale è stimata in quasi 300 miliardi di euro. Stime che appaiono decisamente preoccupanti e che non tengono conto dei nuovi interventi di flessibilità, come nel caso delle recenti pensioni anticipate tramite quota 100 (o di eventuali nuove opzioni di prepensionamento che potrebbero aggiungersi in futuro).

I motivi alla base dell’esplosione della spesa previdenziale

Quando si cerca di analizzare in modo maggiormente approfondito i motivi alla base della prossima esplosione dei costi previdenziali, nella realtà emerge l’intrecciarsi di diverse condizioni. La prima è il già citato ritiro dei baby boomers dal mercato del lavoro, con un forte incremento del numero dei pensionati. Questo fatto determinerà entro il prossimo ventennio un aumento di circa 5 milioni di pensionati.

L’altro problema è che allo stesso tempo è prevista anche una diminuzione delle entrate. Nello stesso periodo si stima infatti che la popolazione attiva (in età di lavoro) diminuirà all’incirca di 5 milioni di persone. Una riduzione che comporterà inevitabilmente un sostentamento più difficile della spesa. A questo si aggiungono le sfide dettate dalla crisi economica e dal calo demografico. Trovare una soluzione che riesca a far fronte contemporaneamente a tutti questi elementi di criticità non appare purtroppo scontato.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il tema della sostenibilità delle pensioni nel lungo termine non è certo una novità per il nostro Paese, visto che ormai da anni siamo al centro di Manovre restrittive e di rigide politiche di bilancio. Purtroppo, sembra ancora lontano il raggiungimento di una soluzione di equilibrio tra la necessità di maggiore flessibilità in uscita dal lavoro da parte delle persone e quella di tenuta dei conti per quanto concerne il bilancio pubblico.

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