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Pensioni 2022: soluzioni ponte non sufficiente e giovani a rischio

Sulla riforma delle pensioni 2022 interviene il presidente del Cnel Tiziano Treu, evidenziando le criticità circa le nuove proposte di flessibilità previdenziale e le mancate tutele per i più giovani.

Economia e Finanza
Pubblicato il 25 novembre 2021, alle ore 16:18

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Pensioni 2022: soluzioni ponte non sufficiente e giovani a rischio

Pensioni 2022 ancora al vaglio dei tecnici. L’ultimo a intervenire sulla vicenda è stato il presidente del Cnel Tiziano Treu, convocato in audizione presso la Commissione Bilancio del Senato. In base alle dichiarazioni rilasciate, resta elevata la preoccupazione per gli interventi decisi all’interno della nuova legge di bilancio. In particolare, la flessibilità previdenziale rischia di essere ancora una volta portata avanti con una misura ponte.

Treu ha infatti spiegato che la soluzione trovata è ritenuta da tutti come “necessaria, ma non sufficiente”. Il confronto tra governo e sindacati risulta indispensabile per poter arrivare a misure che possano effettivamente risultare equilibrate sotto tutti gli aspetti e al contempo dimostrarsi come risolutive. E quindi per dare finalmente una svolta alla situazione.

Riforma pensioni 2022: una vistosa mancanza rispetto alle necessità dei giovani

Sempre secondo Treu la nuova legge di bilancio 2022 non vede purtroppo emergere un intervento in favore dei giovani lavoratori. Si tratta di una mancanza che viene definita come vistosa. Per l’esponente del Cnel serve agire innanzitutto sull’inserimento lavorativo, garantendo occupazione di qualità. Contemporaneamente, bisogna agire sul comparto pensionistico, per avviare tutele indispensabili rispetto alle lacune attualmente esistenti.

Oltre a ciò, è opportuno considerare che le due misure sono da implementare con urgenza, visto che attendere ulteriormente presuppone la creazione di una situazione difficilmente sanabile. I giovani rischiano così di risultare ancora una volta i grandi assenti rispetto ai prossimi interventi normativi nel settore pensionistico.

La nuova manovra ha previsto di garantire maggiore flessibilità previdenziale dopo lo stop alla quota 100 tramite la creazione della quota 102, che dovrebbe però incrementare il requisito anagrafico da 62 a 64 anni. Oltre a ciò, all’interno della versione finale del testo di legge dovrebbero essere comprese anche le proroghe dell’opzione donna e dell’Ape sociale. Entrambe risultano in scadenza al prossimo 31 dicembre 2021.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il nodo dei giovani rischia di continuare a restare irrisolto sia dal punto di vista dell’occupazione, sia per quanto concerne le tutele di ordine previdenziale. D’altra parte, la stessa manovra 2022 non pone le basi per una vera riforma del settore pensionistico, ma punta a costituire un ponte per traghettare le esigenze di intervento sul sistema al 2023. Per allora, la speranza è che si possa contare su proposte realmente definitive.

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