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Pensioni 2022: nuova ipotesi “opzione tutti”, ma c’è il ricalcolo dell’assegno

Sulle pensioni anticipate nel 2022 emerge l’ipotesi della “opzione tutti”, un meccanismo simile all’opzione donna ma che comporterebbe un taglio anche pesante dell’assegno tramite il ricalcolo contributivo.

Economia e Finanza
Pubblicato il 3 novembre 2021, alle ore 13:14

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Pensioni 2022: nuova ipotesi “opzione tutti”, ma c’è il ricalcolo dell’assegno

Nella diatriba sulla riforma delle pensioni emerge l’ennesima ipotesi di flessibilità. Si tratta dell’opzione tutti, una proposta che vorrebbe estendere i requisiti di accesso alla pensione anticipata dell’opzione donna a tutti i lavoratori. Le ultime indiscrezioni al riguardo indicano che i tecnici del governo stanno effettuando una valutazione su questa ennesima ipotesi, che avrebbe il vantaggio di contenere i costi restituendo semplicemente ai lavoratori quanto effettivamente versato.

La misura potrebbe funzionare in tandem con la nuova quota 102 e con la proroga delle altre misure in discussione per chi vive situazioni di disagio. Il riferimento, in questo ultimo caso, va a strumenti come l’Ape sociale. L’opzione tutti potrebbe garantire un ulteriore meccanismo di flessibilità, con il vantaggio di essere rivolta all’intera platea dei lavoratori.

Pensioni anticipate e nuova legge di bilancio: come funziona l’ipotesi dell’opzione tutti dal 2022

Entrando nello specifico, lo schema dell’opzione tutti potrebbe ricalcare quello già utilizzato in questi anni per l’opzione donna. Di fatto, nel 2021 le lavoratrici possono utilizzare il meccanismo di prepensionamento avendo maturato almeno 58 anni di età (59 anni se autonome) e 35 anni di versamenti.

Al momento non è chiaro se il requisito anagrafico dell’opzione tutti verrebbe rimodulato al rialzo, posto che in passato si è spesso parlato di un meccanismo di flessibilità previdenziale di natura universale dai 62 anni di età. Ovviamente, il ricalcolo contributivo dell’assegno rischierebbe di penalizzare fortemente i neo pensionati, con tagli che nei peggiori casi potrebbero risultare a doppia cifra.

Vi è però da sottolineare che un requisito anagrafico più elevato, così come la preponderanza del sistema contributivo per coloro che matureranno la pensione nei prossimi anni, potrebbe calmierare fortemente la penalizzazione effettivamente subita dai potenziali aderenti. Oltre a ciò, la maggiore spesa per l’Inps nel breve periodo (dettata dai prepensionamenti) sarebbe calmierata dai risparmi di lungo termine.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’opzione tutti rappresenta l’ennesima proposta in arrivo per la riforma del sistema previdenziale. Si tratta di una formula che potrebbe garantire maggiore flessibilità, ma con un sacrificio anche importante rispetto all’assegno erogato per i lavoratori aderenti. Molti potenziali beneficiari ne risulterebbero quindi esclusi per via di una penalizzazione inaccettabile, che non consentirebbe di mantenere il tenore di vita in età avanzata.

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