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Pensioni 2020, marzo decisivo: ecco cosa chiedono i sindacati al governo

Facciamo il punto della situazione sulle rivendicazioni delle parti sociali, in attesa del prossimo tavolo sulle pensioni previsto per il 13 marzo 2020.

Economia e Finanza
Pubblicato il 24 febbraio 2020, alle ore 20:14

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Pensioni 2020, marzo decisivo: ecco cosa chiedono i sindacati al governo

Nonostante i numerosi appuntamenti di confronto che si sono tenuti nelle scorse settimane e le diverse proposte emerse nel corso delle relative discussioni, al momento non appare ancora chiaro quale sarà il ventaglio di opzioni che il governo metterà in campo al fine di superare la legge Fornero e di avviare una vera flessibilità previdenziale nel settore. D’altra parte, le richieste in arrivo dalle parti sociali sono state precise e ben circostanziate.

Il quadro delle proposte d’intervento prevede innanzitutto il superamento della quota 100, un’opzione che viene però confermata fino alla scadenza della propria sperimentazione per tutti coloro che matureranno i requisiti di legge (62 anni di età e 38 anni di versamenti) entro il 31 dicembre 2021. A partire dal 2022 la piattaforma unitaria (composta da Cgil, Cisl e Uil) chiede invece l’avvio di una misura di flessibilità per tutti dai 62 anni, oppure la quota 41 senza ulteriori vincoli.

Per chi è inserito nel contributivo puro si domanda inoltre l’eliminazione dei vincoli legati all’importo dell’assegno. Si tratta di parametri che al momento rendono estremamente difficile accedere alla pensione anticipata anche per chi ha avuto una carriera ordinaria (caratterizzata da qualche cambio di lavoro e buco contributivo). Quest’ultimi sono legati in prima istanza alla maturazione di un assegno pari ad almeno 2,8 volte la pensione sociale e in via ordinaria ad 1,5 volte la minima.

Riforma pensioni 2020: le richieste della piattaforma unitaria

Tra gli altri provvedimenti posti come necessari all’attenzione dell’esecutivo troviamo poi il riconoscimento del lavoro di cura in favore delle donne, al fine di riconoscere almeno parzialmente il gap che subiscono nel corso della vita lavorativa. Vi è poi la questione dell’adeguamento all’aspettativa di vita, sul quale è necessario prevedere uno stop al relativo percorso di incremento automatico dei requisiti di pensionamento.

Infine, si chiede un intervento di estensione delle tutele riguardo ai lavori gravosi e usuraunti, oltre all’avvio della pensione di garanzia per i giovani che si vedranno calcolare l’assegno con il metodo contributivo. Mentre sulla previdenza complementare si chiede di rilanciare il settore attraverso un nuovo semestre di silenzio – assenso all’iscrizione e l’abbattimento del livello impositivo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Tra le proposte di riforma del settore previdenziale avanzate dai sindacati emergono moltissime ipotesi di intervento, che non si soffermano solo sull’accesso anticipato alla pensione. Ne sono una prova le richieste di riconoscimento del lavoro di cura, così come quelle relative alla pensione di garanzia e al rilancio della previdenza complementare.

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