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Parmigiano Reggiano, non più "italiano". Lactalis acquista Nuova Castelli

Finisce in mano francese “la perla Bianca della Campania” e il Parmigiano reggiano. Un altro pezzo di agroalimentare italiano se ne va. L'operazione: “rafforza la sua leadership nella distribuzione dei formaggi italiani DOP".

Economia e Finanza
Pubblicato il 31 maggio 2019, alle ore 09:34

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Parmigiano Reggiano, non più "italiano". Lactalis acquista Nuova Castelli

Parmigiano reggiano, mozzarella di bufala Mandara e gorgonzola, amplieranno lo scaffale francese Lactalis che già ha messo mano ad altri storici marchi italiani, come Cademartori, Galbani, Invernizzi, Locatelli, Parmalat, Vallelata. Le trattative di cessione della Nuova Castelli al Gruppo Lactalis Italia sono iniziate soltanto qualche settimana fa.

Ora l’accordo, che prevedere l’acquisizione dell’intero capitale sociale della reggiana Nuova Castelli, che per circa l’80%, è detenuto dal fondo di investimento inglese Chartherhouse Capital Partner, è stato sottoscritto.

Nuova Castelli

Nello scorso anno, 2018, la Nuova Castelli aveva realizzato, grazie all’esportazione (70%), un fatturato di 460 milioni di euro. Le linee di prodotti più conosciute all’interno della sua offerta sono Alival, Castelli, Mandara. La società emiliana vanta di essere la prima nella distribuzione dei formaggi Dop italiani e con le oltre 100.000 forme all’anno di Parmigiano Reggiano è anche la principale esportatrice nel mondo. Il capitale della Nuova Castelli ammonta a 270 milioni, ha 16 siti di produzione, di cui solo 3 all’estero, e un migliaio circa di dipendenti.

Lactalis Italia, il gruppo francese che ha acquisito la Nuova Castelli, in merito a quest’operazione, ha assicurato: “Rafforza la sua leadership nella distribuzione dei formaggi italiani DOP sui mercati internazionali, dove è già protagonista con una presenza commerciale e distributiva in oltre 140 paesi”, si legge in quifinanza.it. Il gruppo francese è già presente in Italia con 29 siti produttivi in cui sono impiegate circa 5.500 persone.

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, aveva messo in guardia la società emiliana, temendo che il Parmigiano Reggiano venisse svenduto ai francesi, ripetendo così gli errori già commessi in passato quando è stata ceduta la Parmalat. Allora la promessa di Gian Marco Centinaio, ministro dell’agricoltura, fu quella di difendere il parmigiano “senza se e senza ma“, asserendo che avrebbe fatto di tutto “per tutelare l’agroalimentare italiano dall’assalto delle multinazionali straniere“. Ma la storia della Nuova Castelli si sta scrivendo su altre pagine, in attesa che l’acquisizione venga approvata dalle competenti autorità regolamentari.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Credo che la cosa che più rattrista sia il fatto che non ci sentiamo europei e per questo parliamo di prodotti italiani e prodotti francesi. Probabilmente, si arriverà a una dicitura del tipo "prodotto in Europa, località Italia". Ma, secondo me, passeranno anni, forse secoli, prima che ciò accada. Abbiamo troppe resistenze.

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