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Nutella: con il “Progetto Nocciola Italia” Ferrero si tutelerà dagli effetti delle tensioni internazionali

Le nocciole sono uno degli ingredienti fondamentali per realizzare la famosa crema spalmabile della Ferrero. Le tensioni politiche internazionali possono però rendere più difficile il loro approvvigionamento. Da qui si è deciso di puntare di più sull’Italia.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 aprile 2018, alle ore 10:19

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Nutella: con il “Progetto Nocciola Italia” Ferrero si tutelerà dagli effetti delle tensioni internazionali

Le dispute tra paesi hanno delle conseguenze non solo a livello politico, ma anche commerciale. In merito ne sa qualcosa la Ferrero, azienda che per produrre la sua famosissima Nutella ha necessità di approvvigionarsi di ingredienti come cacao, olio di palma, zucchero, latte e nocciole. Proprio in merito alle nocciole, è doveroso premettere che i fornitori del colosso di Alba si trovano sparsi un po’ in tutto il mondo.

Tutto ciò ha l’indubbio vantaggio di assicurare la diversificazione del rifornimento di materie prime; dall’altra parte una simile strategia rende però la multinazionale più vulnerabile nel caso di crisi o tensioni internazionali. Da qui Ferrero ha deciso di rivedere le proprie politiche di approvvigionamento delle nocciole: il nuovo piano aziendale punta ora con più insistenza sulle “fonti a km zero”. In altre parole si è deciso di stimolare la produzione italiana con quello che è stato chiamato “Progetto Nocciola Italia”.

Grazie a questa strategia, Ferrero conta di incrementare il peso delle nocciole italiane nel processo produttivo. In termini pratici, l’obiettivo rimane quello di arrivare al 2025 con un balzo della produzione corilicola nazionale del 30%. In questo modo agli attuali 70mila ettari di coltivazione se ne aggiungerebbero ulteriori 20mila, quantità che consentirebbe alla Ferrero di potersi approvvigionare con più tranquillità. Attualmente l’Italia è seconda al mondo in fatto di produzione di nocciole; la quota detenuta dal nostro paese copre circa il 12% della produzione mondiale. In questa speciale classifica a precederci è la Turchia, paese che da solo assicura addirittura il 70% dell’output planetario.

Per Ferrero la scelta di orientarsi sul prodotto italiano non risponde solo ad esigenze nazionaliste ed autarchiche, ma è legato anche alla necessità di non dover dipendere da paesi sempre più instabili politicamente. È questo il caso della Turchia di Erdogan o delle litigiose Georgia e Abkhazia, paesi asiatici oggetto di continui e reciproci dissapori di stampo indipendentista.

A questo punto per non dovere incorrere in quello che è comunemente chiamato “rischio paese”, per continuare a produrre Nutella e Ferrero Rocher è decisamente meglio guardarsi in casa. Del resto per una multinazionale che per sua stessa ammissione assorbe circa un terzo dell’intera produzione mondiale di nocciole, le politiche di approvvigionamento non possono che essere calibrate, oltre che necessariamente sostenibili in un’ottica di un lungo periodo.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La scelta intrapresa dalla Ferrero sembra essere condivisibile. Con la globalizzazione si ha modo di accedere a molti più mercati di un tempo, ma si diventa soggetti anche alle ripercussioni economiche, politiche e sociali dei paesi con cui si intrattengono scambi. Ferrero vuole così tutelarsi da questi rischi, assicurando allo stesso tempo dei posti di lavoro in Italia.

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