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No al Reddito di cittadinanza senza green pass

L'obbligo del green pass viene esteso anche ai percettori del Reddito di Cittadinanza impegnati nei PUC, progetti di utilità sociale: la mancata esibizione del certificato verde comporta la decadenza del diritto al sussidio

Economia e Finanza
Pubblicato il 3 novembre 2021, alle ore 13:08

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No al Reddito di cittadinanza senza green pass

Dal 15 ottobre l’Italia è diventata il primo paese al mondo in cui il green pass è obbligatorio per lavorare, sia nelle aziende private che nel settore pubblico, una misura che interessa circa 25 milioni di italiani in età lavorativa. Obbligo ora esteso anche ai percettori del reddito di cittadinanza, fiore all’occhiello del movimento 5 stelle introdotto nel 2019 come “misura unica” per contrastare la povertà, la disparità e l’emarginazione sociale.

Lo ha chiarito il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la nota n. 8526 del 29 ottobre 2021 intitolata “Partecipazione ai Progetti Utili alla Collettività e certificazione verde Covid – 19 green pass”, nella quale viene ribadita l’applicazione delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro anche nei confronti dei percettori del Reddito di cittadinanza (Rdc).

Quando va esibito il Green Pass

Occorre precisare che non si dovrà dar prova di possesso del green pass al momento della compilazione della domanda ai fini del Reddito di cittadinanza presso i centri di assistenza fiscale, gli uffici postali o telematicamente sul sito ufficiale del governo. Durante questa fase preliminare, infatti, devono essere soddisfatti cumulativamente i requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, i requisiti economici, oltre all’assenza di misure cautelari personali e condanne in via definitiva a carico del richiedente. Inoltre, per accedere al sussidio, nessun membro del nucleo familiare deve essere intestatario di autoveicoli immatricolati per la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta nè autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti.

Nel caso in cui l’Inps dovvesse accogliere la domanda, conditio sine qua non per l’erogazione del beneficio è l’adesione ad un progetto finalizzato all’inserimento lavorativo o all’inclusione sociale nell’ambito del quale il beneficiario del Rdc è tenuto a svolgere Progetti Utili alla collettività (PUC) nel comune di residenza per 8/16 ore settimanali.

È proprio in questa fase che entra in ballo il green pass. Nella nota del Ministero del Lavoro, infatti, viene espicitato che i partecipanti al Puc sono considerati alla stessa stregua del personale delle pubbliche amministrazioni e pertanto sono tenuti a possedere e mostrare la certificazione verde per l’accesso agli ambienti in cui prestano la loro opera.

Assente ingiustificato

Al pari dei lavoratori, il prestatore di PUC che dovesse essere sprovvisto di green pass verrà considerato “assente ingiustificato” e, un solo giorno di assenza, comporta la decandenza del diritto al sussidio. 

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Il suggerimento del Ministero per evitare la decadenza è di rinunciare al Reddito di Cittadinanza, scelta che consentirebbe la presentazione di una nuova domanda trascorsi 18 mesi dalla rinuncia. Resta l'altra opzione che milioni di lavoratori adottano ormai dal 15 ottobre, ovvero di effettuare un tampone ogni 48 ore a proprie spese.

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