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MES: il fondo salva-Stati e la sua importanza

Un tema che torna alla ribalta in piena pandemia e scatena forti disaccordi tra le varie correnti politiche. Ma cosa è il MES? Come è regolato il suo funzionamento?

Economia e Finanza
Pubblicato il 10 aprile 2020, alle ore 13:13

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MES: il fondo salva-Stati e la sua importanza

Torna prepotentemente sulle prime pagine dei giornali l’argomento “MES“, nel pieno dell’emergenza coronavirus. L’epidemia, poi trasformatasi in pandemia, ha inferto un durissimo colpo all’economia italiana, che ha valutato di ricorrere all’arrivo di aiuti di natura europea

Ma cosa è il MES e come funziona? Cosa prevede questo accordo così chiacchierato in Italia? Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilizzazione finanziaria, nasce nel 2012 in sostituzione del Fondo Europeo di Stabilità finanziaria, ed è in sostanza il Fondo Monetario del Vecchio Continente, con lo scopo di sostenere i Paesi che ne fanno parte in caso di crisi o eventuale default. Il fondo ha salvato attualmente Cipro, Spagna e Grecia, mentre l’Italia si piazza al terzo posto tra le maggiori sostenitrici del Fondo, seconda solo alla Germania e alla Francia. 

Proprio oggi, allora, è utile capire il suo preciso funzionamento e come potrebbe aiutare o danneggiare il nostro Paese. Possiamo definirlo come un meccanismo che mira a difendere la stabilità economica dei Paesi facente parte della zona Euro: è regolato da legislazione internazionale e, come organizzazione fisica, ha sede in Lussemburgo. Emette dei prestiti agli Stati aderenti in base a rigide condizioni e casi specifici e può anche effettuare atti sanzionatori. 

L’organizzazione raccoglie fondi per sostenere gli Stati membri, quelli che cioè hanno adottato l’euro come moneta unica, e li eroga in base alle difficoltà, svolgendo la sua azione in tre fasi: 

-lo Stato in difficoltà avanza la richiesta di assistenza al Presidente del Consiglio dei governatori; 

– il MES chiede alla Commissione UE di valutare lo stato di salute del Paese richiedente e analizzare se la crisi di quello Stato possa coinvolgere anche il resto dei Paesi dell’Eurozona; 

– dopo la valutazione, in caso di esito positivo, l’organo plenario del MES, agisce aiutando il Paese che ha fatto richiesta tramite dei prestiti. 

Il tutto avviene nell’arco temporale di circa una settimana. Nel 2017, l’Europa ha però ipotizzato di effettuare delle modifiche al trattato istitutivo, e proprio questa ipotesi ha scatenato un grosso dibattito in Italia: le nuove condizioni sono infatti risultate molto rigide, rendendo di fatto molto più complicato accedere agli aiuti finanziari. 

Tra le condizioni più importanti e dibattute troviamo: non essere in procedura di infrazione, vantare un deficit inferiore al 3% da almeno due anni, avere un rapporto PIL/debito pubblico sotto il 60%, o aver avuto una riduzione dello stesso di almeno 1/20 negli ultimi due anni. La riforma è stata ufficialmente rimandata per dare la priorità alla lotta contro il covid-19. 

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Cosa ne pensa l’autore
Luana Di Blasi

Luana Di Blasi - La ratifica delle condizioni del MES, pone sul tavolo alcune domande, tra le quali: "Quanti e quali Stati, in effetti, rientrerebbero nelle condizioni ricercate per poter avanzare la richiesta di assistenza finanziaria? ". Sono infatti molti i punti focali che spingono a nutrire seri dubbi sulla reale efficacia del Fondo, così come presentato nella riforma del 2017.

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