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La spesa per le pensioni supera i 220 miliardi, ma la metà dei cittadini italiani si dichiara senza reddito

Arriva un nuovo studio di Federcontribuenti con il quale si lancia l’allarme sullo squilibrio pensionistico: la spesa pubblica affronta la sfida della previdenza e dei costi per la sanità. Tanti gli italiani che non dichiarano alcun reddito.

Economia e Finanza
Pubblicato il 2 aprile 2019, alle ore 19:57

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La spesa per le pensioni supera i 220 miliardi, ma la metà dei cittadini italiani si dichiara senza reddito

Un nuovo studio realizzato da Federcontribuenti torna a puntare il dito contro la questione previdenziale ed in particolare la sostenibilità dei conti pubblici, evidenziando un forte squilibrio di gestione. A preoccupare, in particolar modo, è il saldo tra le entrate contributive e le uscite per il pagamento degli assegni. Il saldo risulta infatti negativo per 21 miliardi di euro.

D’altra parte, per rendersi conto della situazione basta comprendere che nel corso del 2017 la spesa complessiva per l’erogazione delle pensioni è corrisposta a 220,843 miliardi, mentre altri 50 miliardi sono essenziali per poter sostenere le spese dovute all’assistenza sanitaria delle persone con redditi più bassi. Se si analizza invece il flusso delle risorse in entrata, la raccolta fiscale nel corso dello stesso anno ha indirizzato alle spese assistenziali circa 56 miliardi di euro.

Quasi la metà degli italiani dichiara di non aver percepito alcun reddito

In questo senso, appare chiaro che il finanziamento della spesa riservata al welfare ed alla previdenza è destinato ad avere una parte sempre più importante nel bilancio pubblico. È su questo punto che si concentrano le perplessità espresse da Federcontribuenti. Infatti, basta ricordare che il 49,19% dei cittadini si dichiara senza alcun reddito.

Complessivamente, le politiche assistenziali hanno un peso annuo sul bilancio pubblico di circa 450 miliardi di euro. Il finanziamento è coperto dai contributi sociali, dall’Irpef (che viene versata anche dagli stessi pensionati), e dalle altre forme di contribuzione (si pensi ai prelievi destinati a coprire le varie forme di assicurazione sociale, come ad esempio la disoccupazione).

Tenendo presente questo scenario, risulta quindi evidente che il finanziamento dell’assistenza (nella quale comprendiamo anche la sanità e le attività a cura degli enti locali) richiede l’assorbimento di tutta l’Irpef, l’Ires e l’Irap. Mentre per andare in pareggio è necessario un ulteriore impiego di risorse derivanti dalle imposte indirette, per circa 7,68 miliardi di euro.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’analisi di Federcontribuenti mette in luce la grande sfida che si trova ad affrontare l’Italia in merito alla gestione dei conti pubblici ed in particolare rispetto alla sostenibilità della spesa previdenziale ed assistenziale. Una questione aperta da anni e che attende ancora una soluzione definitiva, nonostante i numerosi tentativi d'intervento pregressi.

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